NOTA ARCHIVISTICA
L'archivio della Congregazione delle Acque e Strade di Mirandola ha una consistenza di 173 pezzi, tra buste, filze, registri, cartelle e fascicoli e copre un periodo che va dal 1648 al 1876. La regolamentazione delle acque, proprio per l'importanza per una buona conservazione e salvaguardia del territorio, ebbe sempre particolare attenzione da parte delle autorità preposte al governo degli stati e delle comunità e fu quindi caratterizzata, fin dalla fondazione della comunità di Mirandola, da una gestione separata e particolare. L'archivio congregazionale parte infatti dal 1739, in seguito alla fondazione della comunità di Mirandola nel 1738, pur conservando diverse carte relative al secolo precedente e benché soltanto in seguito alla rifondazione della Congregazione, nel 1774, si diano prescrizioni e disposizioni per la tenuta dei registri, dei recapiti e delle carte contabili.
La documentazione era costituita da diversi registri, buste, mazzi e carte sciolte. Le carte si presentavano per la maggior parte ordinate in buste che riportavano l'intitolazione ottocentesca apposta dai riordinatori dell'archivio mirandolese Giuseppe Ceretti e Andrea Gaddi. Già l'intervento di ricognizione dell'archivio storico terminato nel 1994 ("Schedatura preliminare" del fondo antico fino all'anno 1796) aveva evidenziato la presenza del nucleo di carte afferenti alla Congregazione delle Acque e Strade, seppure suddiviso nelle quattro epoche storiche (I, II, III, IV) al cui interno era stata ripartita e collocata la documentazione.
In seguito alle operazioni di spostamento delle carte dell'archivio storico (finalizzata alla riunione dei diversi fondi che costituiscono l'archivio della comunità di Mirandola e al riaccorpamento delle serie spezzate nel corso della suddivisione ottocentesca) effettuate, in accordo con la Soprintendenza Archivistica per l'Emilia Romagna, nel corso dei lavori di riordino ed inventariazione analitica informatizzata dell'archivio storico comunale nell'anno 1998, è stata riunita la documentazione appartenente alle diverse magistrature che, nel corso dei secoli, si sono succedute nella gestione dei corsi d'acqua mirandolesi (Congregazione delle Acque e Strade, Deputazione delle Acque e Strade, Delegazione d'Acque, Affari d'Acque, ingegnere comunale, Ufficio Tecnico Comunale).
All'interno del fondo si sono rinvenuti due criteri di ordinameno delle carte, benché il primo, più antico e coevo alla produzione degli atti, sia stato in parte smembrato dall'intervento ottocentesco. Quest'ultimo aveva operato, come già ricordato, la ripartizione dell'archivio nelle epoche storiche individuate segmentando serie archivistiche che presentavano fin dall'origine una loro continuità, ed apponendo un'etichetta con la segnatura relativa all'epoca corrispondente e un numero progressivo che ricominciava da 1 per ogni epoca. Il riordino ottocentesco aveva comportato la schedatura, con la conseguente apposizione dell'etichetta con la segnatura riportata sull'inventario, delle serie del Carteggio, delle Deliberazioni e di alcuni registri contabili, mentre per il resto della documentazione, relativa alla redazione dei campioni, dei comparti per le escavazioni, mandati, bilanci e documentazione tecnica, erano stati creati dei mazzi miscellanei rimasti privi di segnatura. In diversi casi si sono reperite infatti le segnalazioni degli archivisti ottocenteschi che dichiaravano che le carte erano state ritrovate in "sacchi pieni di polvere", contenenti "carte di nessun valore che si è creduto bene di riporre in filza" o relative a carte consegnate dalla Ragioneria nel 1848 in occasione del trasloco degli uffici. Questi nuclei sono stati disposti all'interno delle serie archivistiche individuate anche sulla scorta dei piani e regolamenti congregazionali che prescrivevano le modalità di tenuta delle carte. All'interno delle buste del Carteggio della Congregazione, fino al 1789, sono poi state rinvenute le filze originarie, create dall'allora archivista - cancelliere Stanislao Prandini, succeduto al precedente cancelliere Teodoro Frati che morì nel novembre del 1781. Le carte erano state allora riunite in filze dotate di etichetta di colore arancione e suddivise sulla base delle competenze della Congregazione. Queste operazioni furono svolte verosimilmente da Stanislao Prandini nel 1789, in occasione del riordinamento dell'archivio comunitativo. Pur lasciando sostanzialmente intatta la condizionatura ottocentesca, che aveva raccolto le filze all'interno delle buste e attribuito delle intitolazioni riassuntive, si è riportata nella schedatura l'intitolazione delle singole filze al fine di rendere meglio comprensibile l'originaria struttura dell'archivio e le funzioni della Congregazione. All'interno dei contenitori la documentazione è stata poi riordinata e posta, a seconda dei casi, all'interno dei relativi fascicoli, o in ordine cronologico o di numero di protocollo, al fine di una migliore fruizione dell'archivio e per un più agevole reperimento delle carte.
L'archivio è stato quindi suddiviso in diverse aggregazioni allo scopo di rendere maggiormente visibile il funzionamento degli uffici congregazionali e le diverse competenze della Congregazione dal secolo XVIII, prima metà, al 1876.
Note:
Nell'inventario generale dell'archivio mirandolese realizzato da Gaddi e Ceretti (cfr. la scheda "Strumenti di corredo") al termine dell'epoca seconda buste nn. 15-20, categoria I (Acque e Strade) si dice: "Si avverte che gli atti della delegazione d'acque e strade tanto della repubblica, quanto di quelli del primo Regno d'Italia, se si prescinde da alcuni pochi, non furono depositati, per quanto consta in questo archivio, siccome era staccata dalla comunale amministrazione". "Chiuso il presente li 5 gennaio 1869 alle ore 2 pomeridiane e fatto alla continua presenza del signor Ceretti, archivista pensionato, del signor Gaddi Giuseppe, applicato di Segreteria, protocollista ed archivista, sotto la direzione del segretario capo del municipio dottor Panizzi".
Materiale relativo alla Congregazione si trova segnalato nell'"Inventario dell'Archivio Storico Comunale di Mirandola" alla serie 6.1 "Carteggio ordinato per argomento" nelle buste:
- n. 2 "Carteggio", fascicolo "Acque e Strade" (1721-1815);
- n. 3 "Molini" (1738-1859);
- n. 5 "Botte sotto Panaro. 1805-1892", Cavo di Burana (1757-1892).
L'archivio è composto da 102 registri, 5 filze, 65 buste e 1 cartella.
NOTA REDAZIONALE
Il presente intervento è stato realizzato con l'ausilio del software Sesamo distribuito dalla Regione Lombardia ed approvato alla Soprintendenza Archivistica per l'Emilia Romagna e tenendo conto, per quanto possibile, degli standards internazionali di descrizione archivistica (norme ISAD G).
Si è avuto cura di ripetere nel campo note delle schede struttura (schede introduttive) la segnalazione della consistenza (e della sua descrizione) delle diverse aggregazioni archivistiche realizzate in modo da permettere la lettura del dato anche nell'inventario cartaceo.
Nel campo denominato "Descrizione fonte" delle schede struttura si è cercato di dividere le informazioni relative al soggetto produttore dell'archivio e alla sua storia istituzionale da quelle relative all'organizzazione archivistica delle carte attraverso il semplice inserimento di alcuni spazi.
Nelle schede unità, qualora l'unità sia dotata di più intitolazioni si è riportata nel campo del titolo quella più esaustiva.
L'intitolazione originale è stata posta tra virgolette.
Nel campo del contenuto sono stati riportati i dati descrittivi delle unità archivistiche individuate e la loro composizione (filze, fascicoli, carte sciolte, registri).
Nel campo note delle schede unità si è riportata qualsiasi informazione ritenuta utile ad una migliore comprensione del contenuto delle carte e dei mutamenti intervenuti nell'organizzazione dell'archivio nel corso del tempo. Particolare attenzione è stata data alla segnalazione del materiale iconografico, presente in una certa quantità e connaturato all'attività tecnica specifica della Congregazione. Mappe, piante, schizzi e profili sono stati descritti nel campo note fornendo l'indicazione della posizione archivistica in cui si trovano.
Di ciascun pezzo è stata data la definizione (busta, registro, cartella, filza, fascicolo) e, dove possibile, la descrizione della sua consistenza. Si è definito registro qualsiasi quaderno rilegato con copertina rigida contenente una registrazione di dati. Dei registri è stato indicato il dato relativo alla consistenza delle carte o pagine; quando il campo non è stato compilato si intende che le carte sono prive di numerazione.
Sono state segnalate nel campo della segnatura antica le vecchie segnature, quando presenti. Qualora siano stati effettuati spostamenti di materiale è stata indicata la segnatura di provenienza in modo da non ostacolare il reperimento della documentazione già citata in studi antecedenti il presente inventario.
Nel corso dell'intervento si è proceduto all'assegnazione di una nuova segnatura alle unità archivistiche individuate, in modo da dar conto dell'organizzazione dell'archivio, che ricomincia da 1 per ciascuna serie.
Ciascuna scheda unità prende invece una numerazione progressiva unica assegnata dallo strumento informatico a ciascun record realizzato da 1 a 173.
Si segnala che il presente inventario potrebbe essere suscettibile di ulteriori accrescimenti, una volta ultimati i lavori di riordino ed inventariazione analitica dell'intero patrimonio documentario afferente all'archivio storico comunitativo ed in ispecie al riordino ed inventariazione dei fondi relativi all'amministrazione finanziaria (Estimi eTributi) e all'amministrazione contabile (Ragioneria comunale) della comunità di Mirandola.
Bibliografia:
C. Arbizzani, "Il patrimonio librario e documentario del Comune di Mirandola", in <>, S. Felice sul Panaro (Modena)n 1998;
O. Baracchi Giovanardi, "I corsi d'acqua nella Bassa dai documenti dell'Archivio Storico Comunale di Modena", in <>, vol. I, Modena 1984, pp. 181-195;
G. Dotti Messori, "Magistrato di Acque e Strade. Inventario", Modena 1992;
M. Ghizzoni, C. Pulini, "L'archivio Storico comunale di Mirandola" in <>, S. Felice sul Panaro (Modena) 1998;
O. Rombaldi, "Il duca Cesare e il governo delle acque modenesi", in <>, serie XI, vol. X, Modena 1988, pp. 177-195;
F. Valenti, "Il Magistrato d'Acque (e strade), ds.(ASCMo).
Per una più dettagliata ed esaustiva bibliografia generale sulla comunità di Mirandola si rimanda alla nota bibliografica annessa all'invenario dell'archivio storico comunale.
Strumenti di corredo:
1) Giuseppe Ceretti, Andrea Gaddi, "Inventario generale dell'archivio di deposito" compilato fino all'anno 1869 e presentante il numenro d'ordinro d'ordine delle filze e dei registri, che ricomincia da 1 per ogni epoca, l'indicazione della categoria (es. Categoria I Acque e Strade), la denominazione degli atti e dei registri, l'indicazione dei fascicoli, delle filze, dei registri, titoli, documenti e loro epoca rispettiva, la sede in cui è riposta la filza, il registro od altro (scaffale ed ordine) e le eventuali osservazioni;
2) "Schedatura preliminare. Fondo antico" (fino al 1796), a cua di C.S.R. Centro Studi e Ricerche, Modena 1994;
3) "Archivio storico comunale di Mirandola (1581-1959)", inventario a cura di F. Collorafi, C. Pulini, L. Venturini, C.S.R.Centro Studi e Ricerche Modena 1999.