Deliberazioni
09/10/1768 - 31/12/1796
La serie comprende il registro dei verbali delle determinazioni della comunità delle Roncole, fondata dal feudatario, marchese Paolucci fino alla sua soppressione avvenuta all'arrivo delle truppe francesi.
"Volendosi procedere all'esecuzione del ducale diploma delli 18 giugno 1767, con cui fu da sua altezza serenissima ordinata, doppo l'infeudazione fatta a sua eccellenza il signor marchese Giuseppe Paolucci delle giurisdizioni e territori delle Roncole, Borgofuro, Borghetto e Vigona situate in questo ducato della Mirandola con tutte le sue adiacenze e col territorio e territori compresi in esse ville nella sua totalità ed estensione e del successivo rogito d'investitura stipolato con la serenissima ducal camera li 26 settembre l'anno sudetto, à cui l'erezione in esse infeudate giurisdizioni di una nuova comunità totalmente disgiunta e separata ed indipendente da quella della Mirandola, con applicare al signor marchese feudatario, o a detta comunità, i redditi tutti di qualunque genere e specie che prima esigevansi dalla comunità della Mirandola, e constituire li pubblici amministratori alla forma de' capitoli presentati agl'illustrissimi signori del Conseglio dell'Economia Camerale e da loro approvati li 23 del prossimo passato mese di agosto, ed essendo stati fatti avvisare per mezzo de rispettivi consoli d'esso feudo tutti e singoli li possidenti abitanti nel medesimo a ritrovarsi nel giorno presente in questa canonica, ove sono intervenuto io, notaro infrascritto, anche colla qualità di vicegerente dell'illustrissimo signor dottor Giovanni Benencasa, ora indisposto...": con queste parole prende avvio il registro delle deliberazioni del feudo appartenente al segretario di stato del duca Francesco III, marchese Giuseppe Paolucci. Segue poi l'elenco degli abitanti possidenti riuniti, alla presenza di testimoni idonei, nella canonica della chiesa parrocchiale di S. Filippo e Giacomo. Si tratta dei residenti nelle Roncole e Borgofuro e in Vigona, i quali hanno accettato i capitoli letti "conoscendovi il loro vantaggio e convenienza nell'eriggere questa nuova comunità e far corpo da sè, mediante però sempre la dovuta dipendenza e rassegnazione delle superiori intenzioni e voleri del loro signor marchese feudatario" (c.2r.).
Si procedette in seguito all'elezione delle "persone credute fornite delle necessarie idoneità ed abbilità per l'esercizio degl'impieghi espressi" nei capitoli citati. Quindi si passò alla nomina degli ufficiali della comunità: un sindaco, un cassiere ed esattore, sei consiglieri (due per le Roncole, due Borghetto, uno per Vigona e uno per Borgofuro) "quali tutti formaranno il Conseglio particolare della nuova comunità", un deputato per i carreggi per tutta l'estensione del feudo, un giudice alle vettovaglie, strade ed acquedotti, quattro deputati per ciascuna località, due consoli per tutto il feudo (per il 1768 continueranno nella carica tre consoli: uno per Roncole e Borgofuro, uno per Borghetto e uno per Vigona; per il 1769 ve ne saranno uno per Roncole e Borgofuro ed uno per Borghetto e Vigona), due campari (uno per Roncole e Borgofuro e uno per Borghetto e Vigona). Per questi, per il podestà del feudo e per il notaio e cancelliere della comunità, vennero poi stabiliti i compensi.
Gli ufficiali della comunità erano eletti annualmente.
Per controllare l'operato del cassiere ed esattore si stabilì di formare due libri: uno col nome di ogni possidente ed abitante capofamiglia con l'indicazione di ciò che dovranno pagare in contanti o in natura, con gli spazi per persona per i pagamenti effettuati e i cambiamenti avvenuti per i diversi contratti fatti; l'altro con le spese certe addossate alla comunità e quelle incerte effettuate a fronte dei legittimi mandati. Tali libri dovranno poi essere rinnovati ogni anno. Gli atti furono certificati dal notaio Teodoro Frati, vicegerente del podestà Giovanni Benincasa; dal 1769 il podestà fu Luigi Ciardi, nobile mirandolese. Nel verbale del primo gennaio 1769 si stabilì inoltre che ci fossero due "esecutori per l'adempimento della giustizia sì civile che criminale, uno de' quali abbia da esercitare l'uffizio di Barigello, in vece delli due campari, e che siano essi provveduti d'abitazione, di discreto salario, partecipando in oltre di tutti gl'altri soliti emolumenti, e che al loro arrivo siano poi licenziati li suddetti campari, essendo stato spezialmente incaricato il signor sindico di provvedere essi esecutori di tale abitazione a spese di questa comunità".
Nel verbale del 21 gennaio 1770 fu letta dal podestà la lettera del feudatario con la quale si stabilì un nuovo regolamento per l'elezione dei nuovi ufficiali della comunità: "cioè che il sindico, nell'atto di dimettere il suo impiego, nomini il sindico e giudice delle strade, acque e vettovaglie, come pure i consiglieri ed altri impieghi e cariche che servir dovranno nel susseguente governo della comunità, fermo restando però in tutti li suoi impieghi, cioè di esattore, cassiere e deputato a' carreggi fino a nuova disposizione della medesima eccellenza sua il signor capitano Antonio Malavasi delle Roncoli ...". Gli ufficiali della comunità dovranno poi essere proposti dal sindaco ed approvati dal Consiglio generale. Si stabilì anche una "Congregazione di strade ed acque, che, senza altra nomina od approvazione s'intenderà formata sempre dal sindico e giudice attuali, dal sindico e giudice passati e dal deputato de carreggi dipendentemente dalle determinazioni della quale congregazione dovrà agire l'attuale giudice delle strade ed acque".
Nel verbale del 5 luglio 1772 si diede lettura di un regolamento per la comunità inviato dal feudatario, che venne riportato per intero sul registro, mentre nel verbale dell'8 gennaio 1786 venne registrata la morte del marchese Giuseppe Paolucci e la prescrizione ad indirizzarsi "per ogni affare ed occorrenza feudale a sua eccellenza la signora marchesa donna Claudia Paolucci", già amministratrice del feudo, dal momento che il figlio primogenito del defunto marchese Giuseppe, marchese Giampiero, si trovava allora in età pupillare e per di più assente, e che la signora marchesa madre era anche la tutrice del pupillo.
Nel verbale del 24 giugno 1796 venne partecipata la lettura di una notificazione del Magistrato degli Alloggi, pubblicata anche nella giurisdizione feudale delle Roncole, nella quale si ordinava a tutte le giurisdizioni la formazione di una Deputazione d'alloggi, "per le attuali occorrenze di transito di truppe". Si ordinò ancora di "far proclamare a tutte le chiese parrocchiali del feudo l'erezione di questa Deputazione d'alloggi e le facoltà concesse ai rispettivi deputati, affinché da tutti si presti quella esatta ubbidienza che la urgenza delle circostanze esigge per la salvezza della causa pubblica".
Le verbalizzazioni terminano al 1796 con la soppressione della comunità e del feudo e la successiva annessione al comune di Mirandola.
Note:
La serie è composta da 1 registro e 1 cartella.
2. "A repertorio carta 1. Libro primo de' consigli della comunità del feudo delle Roncole, composto di pagine numero 190, numero 1" (cop.)
1768 ottobre 9-1796
Si tratta delle determinazioni della comunità del feudo delle Roncole.
Registro, cc. numm. 1-152
Segnatura antica: Epoca II 469
Classificazione: 1.2
Segnatura: 01
3. "Squarzo delle determinazioni della municipalità delle Roncole cominciando dal 23 vendemmiatore anno quinto della Repubblica francese, 14 ottobre 1796"
1796
Squarzo di verbale della municipalità delle Roncole con cui si certifica la soppressione della comunità e la sua annessione alla nuova municipalità di Mirandola.
Cartella, 1 fascicolo
Segnatura antica: Epoca II 199
Note: All'interno si trovano: 1 copia del proclama di Bonaparte, generale in capo dell'armata d'Italia, con cui si dichiara rotto l'armistizio concluso col duca di Modena e 1 copia delle disposizioni da prendere in seguito, compresa la nomina dei componenti del Comitato di Governo.
Classificazione: 1.2
Segnatura: 02