Deliberazioni
13/09/1754 - 04/05/1796
La serie è composta da due registri che contengono i verbali delle determinazioni prese dalla comunità di S. Martino Spino, dalla sua nuova fondazione, nel 1754, fino al 1796. Il secondo registro costituisce peṛ una sorta di minutario, in cui le verbalizzazioni, che in parte ricoprono gli stessi anni del precedente, procedendo peṛ fino alla soppressione del feudo nel 1796, sono inframmezzate dalle licenze, permessi e patenti rilasciate dal feudatario o dai suoi delegati.
Le sedute si tengono "nel Pallazzo marchionale e nella sala superiore del medesimo ..." (c.1r). In esecuzione del diploma ducale del 28 agosto 1751 " fu da Sua Altezza Serenissima ordinato ... di eriggere in esse infeudate giurisdizioni la creazione di una nuova Comunità totalmente disgiunta e separata ed indipendente da quella della Mirandola ...". Alla comunità, o al suo feudatario, si stabiĺ di applicare i redditi di qualunque genere e specie che prima venivano esatti dalla comunità di Mirandola, secondo quanto aveva disposto il duca con un precedente diploma del 20 agosto 1754, nonché di nominare gli amministratori pubblici, secondo quanto predisposto nei capitoli presentati al tribunale fattorale e approvati dal duca il 15 settembre 1753.
Per mezzo del pubblico console verranno pertanto avvisati tutti i possidenti e gli abitanti del feudo di riunirsi, il 13 settembre 1754, nel palazzo del marchese feudatario alla presenza di Antonio Maria Panizzi, podestà di Mirandola "ed in questa parte colla sola qualità di podestà di S. Martino in Spino e pertinenze" e con lui il notaio cancelliere; segue quindi l'elenco dei possidenti presenti con l'indicazione della località in cui avevano la terra e dei capi famiglia mancanti. Venne data lettura del diploma del 20 agosto 1754, dei successivi capitoli e dell'approvazione fattorale che furono pienamente accettati dai convenuti alla presenza di Francesco Grossatesta, avvocato fiscale della Camera Ducale, in qualità di mandatario del marchese Menafoglio "come da chirografo in forma di mandato nella sua persona fatto in Milano li 4 di questo mese ed anno riconosciuto per rogito del signor Francesco Carminati Brambilla che si conserva in filza di detta nuova comunità ...". In esso si dava facoltà a Francesco Grossatesta di stabilire l'erezione della nuova comunità e di eleggerne e proporne gli ufficiali da sottoporre in seguito all'approvazione del marchese feudatario. Si pasṣ quindi alla proposta dei candidati al reggimento della comunità da parte dei convenuti per ciascuna villa (S. Martino Spino, Gavello, Mortizzuolo, Quarantoli) per le cariche di consiglieri, sottoconsiglieri, massaro e sindaco. Vennero quindi eletti due consiglieri, due sottoconsiglieri, un sindaco e un massaro (il quale ultimo diede "in sigurtà" Giacomo Righini di Mortizzuolo", secondo il disposto dei capitoli). Gli ufficiali dovevano poi prestare giuramento al podestà di "fedelmente ed onestemente contenersi nei pubblici affari, non admettere spese superflue e non necessarie, di osservare, non solo segretezza negl'affari pubblici, e non manifestare il decreto, o risultato nelle loro sessioni, ma anche di pienamente osservare li detti capitoli ed ordinanza del signor marchese feudatario". L'elezione di queste cariche, secondo la prescrizione dei capitoli, sarebbe stata annuale.
Inoltre, sempre in osservanza delle prescrizioni dei capitoli, per rendere palese l'operato del massaro si stabiĺ la tenuta di due libri, uno col nome di ogni possidente ed abitante capo famiglia con "la distinzione dell'aggaravio che a contanti o in naturali dovranno pagare e rispettivamente esiggere con li spazii a persona per persona non solo per aver campo di notarvi li pagamenti fatti, ma anche li passaggi che, a causa de' contratti, si facessero. L'altro portarà il preciso delle spese certe addossate alla comunità e successivamente le incerte da essere sempre eseguite col metodo prescritto dalli capitoli medesimi, ed a fronte de' legitimi mandati firmati come prescrivono li capitoli stessi, e questi libri dovranno d'anno in anno essere rifatti per avere con essi il preciso dei passaggi da persona a persona". Occorrerà inoltre pagare annualmente alla comunità di Mirandola L. 700 di Modena, ad indennizzo delle rendite perdute.
Da c. 10r a c. 13v sono annotati gli estimi civili, rusticali, ecclesiastici, inesigibili e degli assenti relativi alle ville e pertinenze del feudo. Da c. 14r a c. 15v si trovano invece le note dei fondi soggetti a decima in precedenza sottoposti alla comunità di Mirandola, situati nei territori di Mortizzuolo e Borghetto. A c. 15v si trova l'"Instruzione per le camperie a frumento ed a contanti".
Al termine di questo catalogo si attesta, sotto la responsabilità del notaio Teodoro Frati che "tutte e singole le cose predette sono state fatte nel luogo sunnominato alla continua presenza dell'infrascritto reverendo signor don Giorgio del fu signor Alessandro Roncaglia, rettore della chiesa di San Martino in Spino e del signor Francesco del fu signor Paolo Vincenzi, nativo della villa di Camposanto, stato di Modena ed ora abitante in detto feudo in qualità di fattore di Portovecchio, testimoni noti, idonei, ed alle cose soprascritte spezialmente chiamati e pregati". Il massaro aveva il compito di esigere tutte le rendite della comunità consistenti in estimi civili, rusticali, ecclesiastici, ponti e camperie a contanti e a frumento. A lui veniva consegnato il libro in cui erano annotati tutti i possidenti ed abitanti capi famiglia con l'indcazione delle somme dovute in denaro o in natura e quello con l'indicazione delle spese comunitarie.
In seguito alla riforma del 1773 da c. 102 il registro riporta i verbali dei rappresentanti della comunità sotto la denominazione di "Consiglietti".
Da c. 109r a c. 110r si trova la copia del piano di creazione di una nuova congregazione di acque e strade, emanato il 9 dicembre 1773, da Ippolito Bagnesi, ministro ducale del Buon Governo, che riportava i rapporti tra la comunità di Mirandola e i tre feudi di S. Martino Spino, delle Roncole e di S. Possidonio, come erano al tempo dell'infeudazione, dal momento che le continue spese per i lavori di arginatura e manutenzione dei cavi non potevano più essere sopportate dalle singole comunità.
Il registro n. 2 riporta, al verbale del 19 marzo 1789, che le scritture del Pretorio si trovano in "gran confusione" ed elenca le pretese del passato podestà Paride Boiani che vengono ritenute ingiustificate; si dice inoltre che " fu determinato che si supplicasse l'eccellenza sua a volersi compiacere di esaudire la supplica del signor comandante Giovanni Bonini, odierno sindaco, e di graziosamente abilitarlo a poter rimediare ai molti disordini che trovansi nell'esazione dei redditi e di tant'altro che concerne l'interesse di questo Pubblico, onde, mediante la ben conosciuta di lui abilità e capacità negli affari comunitativi, venga il tutto rimesso in quello stato in cui era quando questa feudale comunità era regolata".
Compiti del console erano invece di essere soggetto al deputato del carreggio della giurisdizione feudale, che dipendeva dal commissario generale dell'ufficio della carreggiatura di Modena; di radunare il Consiglio Generale per l'elezione degli ufficiali della comunità e convocare le riunioni degli ufficiali stessi; doveva formare annualmente il boccatico delle famiglie e presentarlo agli ufficiali della Ferma Ducale Generale per il comparto del sale; copriva anche l'impiego di sottoconsole (la giurisdizione era di circa trenta miglia). Si parla anche delle spese per il Pretorio e per il mobilio ad esso occorrente, dal momento che vi si trovava sempre il podestà pro tempore, il quale doveva partecipare ogni settimana alle sessioni della Generale Congregazione d'Acque e Strade di Mirandola. Inoltre la comunità aveva bisogno, all'interno del Pretorio di una sala per le adunanze del Consiglio. Il Pretorio si trovava in un luogo per molta parte dell'anno circondato dalle acque e necessitava di molte e frequenti riparazioni per le quali il computista Domenico Greco compiḷ il bilancio.
Doveva poi essere compilato un biolcatico soggetto a decime, formando un campione o vacchetta portante le rispettive decime con nome e cognome, biolcatura e confini per ciascun possidente.
Nella seduta del 21 febbraio 1794 il podestà chiese una maggiore gratificazione per il lavoro svolto riguardo al servizio di annona, per il consuno di carta e per le mansioni di cancelliere che aveva sostenuto a sue spese.
Il registro termina col verbale del 7 novembre 1795 in cui si dispone che il podestà compili un libro dove "noterà le persone a cui verranno fatte le sovvenzioni di grani, le rispettive loro sigurtà ed attestato dei parrochi per quelle veramente miserabili ...".
I verbali terminano con la soppressione del feudo nel 1796.
Note:
La serie è composta da 2 registri e 1 fascicolo.
2. "M. Libro delle determinazioni della comunità del feudo di San Martino in Spino/ 1754: 1755: 1756: 1757: 1758: 1759: 1760: 1761: 1762: 1763:/ 1764: 1775:/ ad 1789 inclusiva" (cop.)
1754 settembre 13-1789 febbraio 10
Si tratta dei verbali delle sedute del Consiglio Generale della comunità del feudo, tenute al cospetto del marchese Menafoglio o di suo delegato e del luogotenente di governo di Mirandola, "nella sua qualità di podestà di S. Martino Spino" e, a partire dal 1773 (cfr. seduta del 26 settembre) del giusdicente/podestà del solo feudo S. Martino Spino.
Registro, cc. numm. 1-194, legatura originaria
Segnatura antica: Epoca II 303
Note: Da c. 102r, 1773 novembre 29 i verbali sono denominati "Consiglietti".
Classificazione: 1.2
Segnatura: 01
3. "Consiglietti di comunità e registro di patenti e licenze di ogni genere" (cop.)
1775 dicembre 20-1796 maggio 4
Si tratta in parte delle minute dei verbali dei Consigli generali e particolari (consiglietti) della comunità, inframmezzati da patenti e licenze rilasciate dal feudatario o dal podestà/pretore del feudo.
Dal 1789 sono registrati i verbali dei "consiglietti" della comunità fino al 1795.
Registro, cc. numm. 2-29, le restanti cc. non numm., legatura originaria
Segnatura antica: Epoca II 103
Classificazione: 1.2
Segnatura: 02
4. Partito della Comunità
secolo XVIII
"Copia di partiti e determinazioni fedelmente estratte dal libro intitolato A, delle determinazioni della comunità e feudo di S. Martino in Spino di carte 194 legato in carta pergamena esistente in quest'uffizio pretoriale di Portovecchio pressapoco del tenore seguente".
Si tratta della copia della determinazione del 13 settembre 1754 riportante la prima adunanza della ricostituita comunità di S. Martino Spino.
Fascicolo
Segnatura antica: Epoca II 181
Classificazione: 1.2
Segnatura: 03