Carteggio
01/01/1750 - 31/12/1802
Il carteggio della comunità di S. Martino Spino prende avvio dal 1754, anno di fondazione della comunità stessa.
Le carte sono state organizzate in fascicoli annuali, in ordine cronologico e ricondizionate in buste nuove.
La documentazione identificabile con il carteggio comunitativo è costituita per la maggior parte da lettere indirizzate al podestà inviate da privati cittadini, dagli organi centrali e periferici dell'amministrazione dello stato estense, partecipate al consiglio e, per le questioni di maggiore importanza, al feudatario, e dalle lettere del marchese feudatario stesso relativamente agli ordini, disposizioni e approvazione dei partiti presi. Vi si trovano inoltre copie di verbali ed elenchi dei cittadini destinati alla leva. Questo materiale è stato ritrovato in ordine sparso all'interno di diverse filze contenenti in genere una miscellanea di diversi argomenti, con documenti di natura contabile, registri e carte inerenti all'attività giudiziaria.
Il carteggio è dotato di una numerazione progressiva, con vistose lacune, dal 1754 al 1773, che si ferma al n. 126 (negli ultimi due anni sono numerate soltanto le copie dei partiti). Questo nucleo di carte numerate è stato ricomposto con materiale proveniente da due filze miscellanee.
Sono presenti, per ogni anno, dal 1756, le note dei nuovi ufficiali eletti dal Consiglio Generale della comunità di S. Martino Spino, e sue dipendenze, con l'approvazione del marchese.
Dal 1770 (dati del 1769) sono conservati gli elenchi della popolazione residente nel feudo distinti per "comunità o parrocchie", "fuochi o sieno case abitate", "persone ecclesiastiche secolari", "fanciulli maschi fino all'età d'anni 14 inclusivamente", "fanciulle fino all'età d'anni 14 inclusivamente", "uomini di qualunque età sopra gli anni 14", "donne di qualunque età sopra gli anni 14", "totalità della popolazione in qualunque stato ed età"; a questo elenco veniva poi aggiunto il numero dei nati e dei morti. Nel 1770 tali elenchi erano stati compilati sulla base di una "Regola o modello a ciaschedun parroco degli stati tanto immediati che mediati di Sua Altezza Serenissima il signor duca di Modena, Reggio, Mirandola ecc. per formare ogni anno il ristretto del numero dei fuochi, persone, matrimoni, nati e morti nella propria parrocchia, cioè dalla Pasqua di Resurrezione 1770 all'altra 1771". Secondo questo modello venivano dunque segnalati, suddivisi per giurisdizione gli ecclesiatici secolari e regolari, i fanciulli e fanciulle, gli uomini e le donne, il totale della popolazione, i nati, i morti e i matrimoni effettuati. Cfr. l'ordinazione del marchese registrata nel verbale del 27 settembre 1772 di cui si trova copia in busta 1 che "dovrà pure il signor sindaco trasmettere ... la denuncia in ristretto della popolazione feudale, con la distinzione dei fuochi, uomini, donne, fanciulli, ecclesiastici, matrimoni, morti e nati, e questa alla fine di maggio ..." Gli elenchi relativi alla popolazione sono conservati regolarmente fino all'anno 1796.
Nel verbale del 29 novembre 1773, si dice "di doversi fare una scanzia da riporvi tutte le scritture, libri e filze risguardanti l'uffizio pretoriale e comunitativo di questo luogo, sì come un banco da scrivere", disposizione approvata dal marchese che ordina "pure la provvista di altra scanzia o armadio in cui si debbano riporre le scritture spettanti alla comunità, quale scanzia o armadio debba avere due serrature e due chiavi diverse, una delle quali sempre conservar si debba presso il podestà, l'altra presso il sindaco della comunità, come fu altra volta prescritto".
Nel verbale del 26 di settembre 1773 il marchese approva la risoluzione, espressa nel memoriale composto dai rappresentanti della comunità, di eleggere un nuovo podestà che abbia la sua residenza ordinaria nel feudo, dovendo però procedere alla "riduzione a stato conveniente dell'abitazione che servir deve al signor podestà suddetto ... ben inteso però che, ... oltre al vantaggio dell'abitazione del giusdicente, debba formarsi una camera che serva per archivio del Pubblico e per altre pubbliche occorrenze". Nello stesso verbale si riporta un avviso che "qualunque persona della giurisdizione di S. Martino in Spino abbia occasione di rassegnare memoriali a sua eccellenza padrone in tempo della di lui assenza da Portovecchio, dovrà rimetterli al vice auditor feudale signor dottor Simonini, residente in Modena. Non si accetteranno memoriali che non siano sottoscritti dal ricorrente e da chi n'avrà la di lui espressa commissione, in caso non sapesse scrivere, purché sia de' feudi di sua eccellenza. Chiunque esporrà nelle suppliche fatti insussistenti, alterati, falsi o calunniosi, o in qualche modo tacerà la verità in qualsiasi materia, o mancherà al dovuto rispetto, incorrerà nelle pene comminate ... del codice di sua altezza serenissima. Li memoriali, a' quali sarassi fatto l'opportuno rescritto, verranno tutti trasmessi dal vice auditore al fattore di sua eccellenza Lodovico Sani, da cui potranno i ricorrenti ritirarli, pagando li dovuti diritti di cancelleria e segretaria secondo i casi".
A partire dal 1796, con l'arrivo dei francesi, le lettere inviate al podestà (dal 1797 al giusdicente - giudice - pretore) sono soprattutto circolari riguardanti la nuova organizzazione repubblicana dell'ex stato estense e lettere accompagnatorie agli avvisi e alle disposizioni da divulgare. Soppressa la comunità al podestà restarono affidate in questo periodo le competenze giudiziarie. Le lettere arrivavano infatti dal Comitato di Governo di Modena, dal Comitato di Governo provvisorio di Modena e Reggio, dalla Commissione di Finanze, di Contribuzione e della Tesoreria nazionale, dal Tribunale di revisione, dalla Municipalità di Mirandola, dalla Deputazione municipale di Sanità, da quella di Acque e Strade, dal Commissario del Direttorio esecutivo presso i tribunali del Dipartimento del Panaro di Modena, dalla Deputazione municipale di Polizia e Buon Ordine. Questo materiale è stato riordinato prelevandolo dalle filze segnate Epoca II 98, II 178 e II 180.
L'anno 1799 è stato suddiviso in due parti; la seconda, che comprende documentazione da settembre a dicembre, è relativa al breve periodo di Reggenza austriaca. Si tratta per lo più di circolari e disposizioni inviate dalla Segreteria di Gabinetto della Reggenza Imperiale Regia provvisoria dei ducati di Modena, Reggio, Mirandola ecc.
A partire dal luglio 1800, col rientro dei francesi, le lettere risultano di nuovo indirizzate al giudice di S. Martino Spino. Al rappresentante del potere centrale residente a S. Martino, erano infatti affidate competenze esclusivamente giudiziarie. Con la legge della Repubblica Cisalpina del 28 vendemmiale anno X (20 ottobre 1801) per l'attivazione del potere giudiziario, già definito con la precedente legge dell'11 piovoso anno IX (31 gennaio 1801), si stabilirono infatti "il numero delle preture, i luoghi della residenza de' pretori ed i circondari della rispettiva loro giurisdizione in ciascun dipartimento della repubblica". S. Martino Spino risultò pertanto inserito nel III circondario con capoluogo Mirandola. Il nucleo delle lettere indirizzate al pretore - giudice di S. Martino Spino termina al 1802. Con la legge del 26 luglio 1802 venne poi istituita la viceprefettura di Mirandola.
Note:
La serie è composta da 6 buste.
All'interno del fascicolo relativo al 1790 si trova: "Primo marzo 1790. Protocollo di tutte le scritture ritrovate dall'ufficio di Mirandola nella casa dell'eccellentissimo signore ex pretore dottor Sande Boiani li 26 febraro 1790 e spedite a questo uffizio nel primo marzo predetto" (1779-1790), 1 sottofascicolo; nella realzione del 26 febbraio si legge che "si sono rinvenute filze di scritture di sorte alcuna e nemmeno veruni squarzetti riguardanti l'esazione del Biolcatico del feudo di Portovecchio, né altre scritture appartenenti all'uffizio di quella feudale giurisdizione; avendo bensì asserito la ricordata signora Cecilia [moglie del dottore] che nel dicembre dello scaduto 1789 ella, giusta le commissioni inoltratele dal detto signor dottore, lei marito da Gualtieri, ov'egli ritrovasi e tuttavia dimora, gli trasmise diverse scritture e carte ed anche alcune filze difese da cartoni gialli, ma che erano però tutte carte e recapiti concernenti ad affari ed interessi particolari della di loro famiglia", segue poi l'elenco delle poche carte rinvenute che furono sigillate.
5. Carteggio
1750-1775
25 fascicoli annuali di lettere al podestà di S. Martino Spino e Portovecchio.
Le carte sono dotate di una numerazione progressiva, con vistose lacune, dal 1754 al 1773 che si ferma al n. 126.
Busta, 25 fascicoli
Segnatura antica: Epoca II 173, II 174, II 175, II 181.
Note: Il fascicolo relativo all'anno 1774 contiene la "Relazione di visita in Fossa Reggiana pubblicata in Consiglio della magnifica comunità di S. Martino in Spino li 18 gennaio 1774".
La busta è stata formata con documentazione proveniente dalle filze segnate Epoca II 173, II 174, II 175, II 181.
Classificazione: 1.3
Segnatura: 01
6. Carteggio
1776-1782
7 fascicoli annuali di lettere al podestà di S. Martino Spino e Portovecchio.
Busta, 7 fascicoli
Segnatura antica: Epoca II 173, II 174, II 175, II 181
Note: La busta è stata formata con documentazione proveniente dalle filze segnate Epoca II 173, II 174, II 175, II 181.
Classificazione: 1.3
Segnatura: 02
7. Carteggio
1783-1785
3 fascicoli annuali di lettere al podestà di S. Martino Spino e Portovecchio.
Busta, 3 fascicoli
Segnatura antica: Epoca II 173, II 174, II 175, II 181
Note: La busta è stata formata con documentazione proveniente dalle filze segnate Epoca II 173, II 174, II 175, II 181.
Classificazione: 1.3
Segnatura: 03
8. Carteggio
1786-1796
11 fascicoli annuali di lettere al podestà di S. Martino Spino e Portovecchio e 1 fascicolo di carte senza data del secolo XVIII.
Busta, 11 fascicoli
Segnatura antica: Epoca II 173, II 174, II 175, II 181
Note: All'interno del fascicolo relativo al 1790 si trova:
- "Primo marzo 1790. Protocollo di tutte le scritture ritrovate dall'ufficio di Mirandola nella casa dell'eccellentissimo signore ex pretore dottor Sande Boiani li 26 febraro 1790 e spedite a questo uffizio nel primo marzo predetto" (1779-1790), 1 sottofascicolo;
- "Comunità di S. Martino in Spino con Bondigli, Franceschi e Veronesi", 1 sottofascicolo che riporta il seguente incipit: "Questa è la copia del processo fabricato nel Foro Civile di S. Martino in Spino e sue pertinenze, feudo di sua eccellenza il signor principe dottor Antonio Menafoglio nella causa di sequestro reale versa e vertita nanti l'eccellentissimo signore dottore in ambe le leggi dottore Paride Francesco Antonio Boiani, qual podestà di detto luogo tra questa magnifica comunità di S. Martino suddetto ossia il signor Giovanni Grechi attual sindaco della medesima attore da una e li signori comandante Gian Antonio Franceschi Bondigli, Giacomo e Rinaldo Veronesi e soci conduttori, ossia livellari della possessione Livia Rei convenuti dall'altra parte ...".
La busta è stata formata con documentazione proveniente dalle filze segnate Epoca II 173, II 174, II 175, II 181.
Classificazione: 1.3
Segnatura: 04
9. Carteggio
1796-1798
3 fascicoli annuali di lettere al podestà, dal 1797 al giudice, di S. Martino Spino e Portovecchio e 1 fascicolo di leggi, avvisi e circolari di epoca francese.
Busta, 4 fascicoli
Segnatura antica: Epoca II 98, II 178, II 180
Note: La busta è stata formata con documentazione proveniente dalle filze segnate Epoca II 98, II 178, II 180.
Classificazione: 1.3
Segnatura: 05
10. Carteggio
1799-1802
5 fascicoli annuali di lettere al giudice - pretore di S. Martino Spino e Portovecchio.
L'anno 1799 è stato suddiviso in 2 fascicoli; il secondo, comprendente il periodo della Reggenza austriaca e contenente documentazione da settembre a dicembre, è costituito da carteggio numerato 1-10 con lacune. Si tratta per lo più di circolari e disposizioni inviate dalla Segreteria di Gabinetto della Reggenza Imperiale Regia provvisoria dei ducati di Modena, Reggio, Mirandola ecc.
Busta, 5 fascicoli
Segnatura antica: Epoca II 98, II 178, II 180
Note: All'interno del carteggio sono conservate parecchie notificazioni e circolari di epoca francese.
La busta è stata formata con documentazione proveniente dalle filze segnate Epoca II 98, II 178, II 180.
Classificazione: 1.3
Segnatura: 06