La Notificazione del 10 febbraio 1773 assoggettò al supremo dicastero del Buon Governo l'amministrazione delle Opere Pie Laicali. Il chirografo ducale del 16 luglio 1774 tolse al Buon Governo la Soprintendenza di alcune opere pie, fra le quali l'ospedale, affidandone l'incarico alla Suprema Giunta di Giurisdizione la quale, il 5 gennaio 1774 istituì la Deputazione poi Congregazione Generale sopra le Opere Pie Laicali della Mirandola, con regolamento attuativo del 28 novembre 1775 (Cfr. scheda n. 3, in 1.2 e scheda n. 7, recapito n.10, in 8.2.4).
Il nuovo Piano della comunità approvato il 10 giugno 1791 (Cfr. scheda n. 14, fasc. n. 9, in 8.6.) diede nuova forma all'amministrazione delle Opere Pie, stabilendo una civica corporazione, costituita da sei individui, sotto il titolo di Generale Amministrazione delle Opere Pie Laicali della Mirandola, che riuniva sotto di sè le attribuzioni della Generale Congregazione e della Presidenza del Monte.
Il Regio Decreto del 21 dicembre del 1807 istituì la Congregazione di Carità (composta dal vice-prefetto del Dipartimento del Panaro, dal Podestà Presidente e da sei amministratori) la quale, con delibera dell'anno successivo strutturò la sua amministrazione in cinque istituti, ripartiti in due sezioni: la prima sezione aveva sotto di sè l'ospedale degli infermi, esposti e pazzi e l'orfanotrofio del Soccorso; la seconda il Desco dei poveri, le Doti e il Monte di Pietà (Cfr. scheda n. 14, fasc. n. 9, in 8.6.).
Con la Restaurazione non si verificarono cambiamenti a livello istituzionale e la Congregazione fu composta dal Podestà presidente, dal parroco locale compresidente e da sei amministratori proposti dalla comunità ed approvati dal governo.
Con la soppressione delle congregazioni di carità, avvenuta in base alla legge n. 847 del 3 giugno 1937, l'ospedale venne amministrato dal 30 giugno 1937 dall'Ente Comunale di Assistenza di Mirandola allora istituito; dal 28 giugno 1939 l'ospedale divenne autonomo, mentre gli istituti caritativi prima amministrati dalla Congregazione, rimasero all'Ente Comunale Assistenza.
Per un inquadramento storico - istituzionale delle singole Opere Pie si vedano le introduzioni ad essi relative in 8.1., Titoli "1 -41"; per gli Istituti facenti parte della Congregazione di Carità si vedano le introduzioni in 8.8 Titoli "A - I".
Note:
- Si fa presente che all'interno del Fondo Molinari conservato negli stessi locali in cui si trova l'Archivio di Santa Maria Bianca, vi sono 6 buste (nn.127, 131, 135, 132, 136, 142) contenenti copiosa documentazione relativa alle Opere Pie mirandolesi.
- L'archivio del Monte di Pietà è conservato per la maggior parte presso la Cassa di Risparmio di Mirandola, come da verbale di consegna degli atti del 2 aprile 1963, allegato in fotocopia al presente inventario.
- L'archivio storico dell'Ospedale è in parte ancora conservato presso la nuova sede dell'ospedale, dove è giunto dopo numerosi trasferimenti avvenuti negli anni passati. Una ricostruzione dei successivi traslochi ha rilevato la presenza della documentazione presso le ex scuole elementari di Villafranca di Medolla negli anni '80 ed in seguito lo spostamento della stessa a Concordia. Un elenco stilato in quegli anni e rinvenuto presso la Soprintendenza ai Beni librari e documentari della Regione Emilia Romagna, segnala la presenza di numerosi registri soprattutto della Ragioneria, verosimilmente andati distrutti. Infatti proprio il nucleo documentario afferente alla Ragioneria è quasi totalmente assente sia nel nostro archivio, sia in quello del nuovo ospedale.
- Si fa presente che l'archivio dell'Ente Comunale di Assistenza di Mirandola si trova conservato e in attesa di riordino presso il locale Archivio Storico Comunale.
Bibliografia:
- Francesco Molinari, "Gli istituti pii della città e dell'antico ducato della Mirandola", in "Memorie Storiche Mirandolesi", vol. V, Mirandola 1882;
- Vilmo Cappi, "L'ospedale di Santa Maria Bianca della Mirandola", in "Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria", serie X, vol. X, 1975, pp. 51 - 61;
- Felice Ceretti, "Delle chiese, dei conventi e delle confraternite della Mirandola", in "Memorie Storiche Mirandolesi", vol. IX, Mirandola 1891;
- Francesco Molinari, "Intorno all'andamento generale amministrativo dei pii istituti della Mirandola nel quadriennio 1887 - 90", Mirandola 1891;
- Francesco Molinari, "L'amministrazione delle Opere Pie di Mirandola nel quadriennio 1891 - 94", Mirandola 1895;
- Antonio Secchia, "Sul riorganamento della Confraternita del SS. Sacramento di Mirandola nel 1808 e 1809. Rapporto storico inedito", Mirandola 1871;
- Mirella Barbieri (a cura di), "Le Opere Pie a Modena", Comune di Modena s.d.;
- Sergio Poletti, "Schede di storia: Gli ospedali della Mirandola", in "Quaderni della Bassa Modenese", Anno I, n. 1, San felice sul Panaro (MO), giugno 1987;
- "La Cassa di Risparmio e Monte di credito su pegno di Mirandola nei suoi primi cento anni (1864 - 1963)", Modena 1964;
- Istituto per i Beni Culturali dell'Emilia Romagna, "Gli statuti delle opere Pie dell'Emilia e della Romagna. Profili storici e funzioni attuali", Bologna 1980.
Strumenti di corredo:
1) "Indice del vecchio archivio fino al 1948", registro di cc. non num., inventario del carteggio appartenente alla sottoserie "Titoli A - I" (1809 - 1975), del quale rispecchia la divisione in istituti e competenze nelle quali era ripartita l'amministrazione della Congregazione di Carità: "Spedale", "Orfanatrofio", "Monte","Dotazione", "Elemosiniere", "Istituti Diversi", "Fariniera", "Opera Pia Comini". L'arco cronologico della documentazione contenuta nell'inventario va dal 1888 al 1948, ma solo per l'Istituto Ospedale si spinge fino al 1948 (in realta l'archivio di questo ente arriva al 1975), essendo passate all'E.C.A. nel 1939 le competenze degli altri istituti. L'inventario presenta per ogni Istituto Titolo, sottotitolo e descrizione dei fascicoli: numero, oggetto, numeri di protocollo, osservazioni.
2) "Indice del vecchio archivio fino al 1948", registro di cc. non num., inventario del carteggio appartenente alla sottoserie "Titoli A - I" (1809 - 1975), organizzato in forma di rubrica alfabetica per oggetto e persone.
3) "Rubrica" fasc. rilegato di cc. non num. Le prime 4 pagine presentano un titolario dell'archivio organizzato in "Titoli A - I" (1809 - 1975); per il resto è una rubrica alfabetica per oggetto e persone, relativa alla documentazione dal 1859 al 1913.
4) Inventario del carteggio appartenente alla sottoserie "Posizioni" (1642 - 1872), 1 fasc. rilegato, con fogli staccati; rispecchia la classificazione alfabetica dalla A alla Z della documentazione, in base alla materia o alla persona a cui si riferisce l'affare.