DUOMO DI SANTA MARIA MAGGIORE
XV Secolo - Stile gotico
Costruito dai fratelli Giovanni e Francesco Pico, Signori di
Mirandola, tra il 1400 e il 1470, fu dal papa Paolo II eretto a chiesa collegiata. La facciata, di forme goticizzanti, è dovuta ad un rifacimento ottocentesco, mentre sono originali i fianchi e le absidi
poligonali; il campanile è seicentesco.L'interno, diviso in tre navate da pilastri cilindrici e a fascio, è di aspetto gotico. Alla parete della navata destra, si ammirano due dipinti del veneziano Sante
Peranda (1566-1638), "S. Stefano" e "Addolorata con i SS. Francesco e Carlo Borromeo". In fondo alla navata sinistra, "Crocifisso", di Pietro Annigoni (1983); nella cappella della
Madonna di Pompei si può ammirare l'altare di legno dorato, opera barocca seicentesca di scuola mirandolese, dedicato alla Vergine, sui lati del quale sono collocate due statue raffiguranti la Fede,
ultima opera di Giuseppe Pisani (1757-1839), e la Speranza, del 1837. In sacrestia, "Madonna che appare a San Felice da Cantalice" di Alessandro Tiarini (1612) e piccoli dipinti con storie di San Giuseppe del sec. XVIII.
CHIESA DI SAN FRANCESCO
Primo nucleo del XIII Secolo - Stile gotico (XV Secolo)
La chiesa, di proprietà comunale, è una delle più antiche chiese francescane di Italia, forse la terza dopo Assisi e Bologna, e sembra che originariamente fosse ad una sola navata subito dopo la canonizzazione del Santo. La prima notizia di essa risale al 1287. Fu riedificata intorno al 1400 da Costanza Pico, figlia di Tomasino, per adibirla a "pantheon" del casato. L'interno è a tre navate su archi ogivali. In fondo alla navata destra, nella cappella della Madonna di Reggio, già sepolcreto dei Pico, ricco altare seicentesco in marmi pregiati, opera di Francesco e Marco Marchesini (1674). In fondo alla navata sinistra, dipinto di Sante Peranda, "Stimmate di San Francesco". Lungo la parete di questa navata si allineano le marmoree arche dei Pico, a cassone pensile, nell'ordine: di Galeotto I Pico, celebre capitano (1499); di Prendiparte, famoso condottiero (opera di Pier Paolo e Jacobello delle Masegne, 1399); di Spinetta Pico e della moglie Euride Papazzoni (1399); di Giovan Francesco I Pico e Giulia Boiardo, genitori di Giovanni Pico (1467). Prima del 1839 nella chiesa e nell'attiguo chiostro si contavano ben 148 tombe.Note le epigrafi per gli Acquaviva, i Custoza, gli Este, ecc., e per la famiglia Pedocca. La chiesa contiene un busto in marmo di Carrara di Giuseppe Pisani (1824), raffigurante Giovanni Pico.
CHIESA DEL GESÙ
XVII Secolo - Stile barocco
Cominciata dal duca Alessandro I Pico nel 1627, fu consacrata nel 1689, sotto Alessandro II, e fu affidata ai gesuiti. L'interno, ad aula unica, cruciforme in stile corinto, ha sette altari ed è ricco di stucchi
e statue del XVII e XVIII secolo. Le statue in scagliola sono opera di Pompeo Solari. La chiesa è famosa per i magnifici e colossali altari barocchi di cipresso montano e per le splendide cornici intagliate, lavori
eseguiti dal mirandolese Paolo Bonelli (1651-1712) e da Felice Brancolini, Giovan Battista Salani, Giovanni Besutti. Il pulpito è di Jacopo Gibertoni, allievo del Bonelli
MADONNINA - ORATORIO DELLA BEATA VERGINE DELLA PORTA
XVII Secolo - Stile Neoclassico
L'oratorio, cominciato nel 1602 da Federico II Pico, fu terminato nel 1604 da Alessandro I. La facciata fu ultimata nel 1868. Sorse in segno di ringraziamento per la cessata epidemia chiamata "la burraschetta". Alll'interno, ben conservati i paliotti di scagliola di scuola carpigiana del Massa e del Pozzuoli. Sull'altare maggiore, un affresco del XV secolo, opera di Francesco Pacchioni.La statua sul timpano esterno, Madonna col bambino, è del 1468. Nel XV Secolo era sistemata in una nicchia del Palazzo della Ragione (logge dei Pico, ora Municipio).
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sabato 17 dicembre 2005 |
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