La sede: Il museo civico di Mirandola si trova attualmente collocato presso quello che un tempo fu
il Collegio dei Gesuiti. Il collegio fu aperto nel 1690 e si trova direttamente collegato alla coeva chiesa del Gesù, uno dei più significativi ed interessanti monumenti cittadini. Il Collegio dei Gesuiti appare come un severo e lungo edificio
a due piani, dalle linee classicheggianti. Al centro degli archivolti di ciascuno dei portoni di ingresso all'edificio sporge come adornamento una bella "testa", dal richiamo mitologico-simbolico o dinastico. Dopo la soppressione dell'ordine
dei Gesuiti (1773) il fabbricato ospitò i padri Scolopi e le loro scuole, poi l'ospedale, e infine la casa di riposo. Dal 1983 è la sede del Centro Culturale Polivalente. Le collezioni: Il museo è
organizzato in tre sezioni: archeologica, pinacoteca, numismatica.Buona parte del materiale pittorico e numismatico fu donato dalla famiglia mirandolese dei Molinari. La maggior parte dei ritrovamenti di tutti i reperti conservati provengono da precise zone del territorio mirandolese, "Tesa" e "Falconiera". E' esposta anche una minima parte dell'abbondante
materiale (vasellame, maioliche, ceramiche) appartenente all'alto medioevo e all'età rinascimentale. E' esposta inoltre nella sezione archeologica una bellissima e molto rara pianta lignea della
città di Mirandola fortificata, forse risalente alla fine del secolo XVII. Di rilievo ed interesse è poi la parte, all'interno della stessa
sezione, dedicata alle medaglie di epoca umanistica e rinascimentale. Risaltano, fra le altre, medaglie di Pisanello e Nicolò Fiorentino, quest'ultimo autore di una celebre medaglia effigiante
Giovanni Pico della Mirandola, con nel retro una delicata raffigurazione, in linea coi precetti e dettati del Neoplatonismo, delle tre Grazie abbracciate.
Certamente la quadreria reca in sè un alto valore documentario, in quanto è la principale fonte iconografica per uno studio della famiglia Pichense. Il museo civico di Mirandola possiede tuttavia anche alcuni
pezzi di notevole pregio artistico, che vale qui la pena di ricordare in rapida successione:
Sono invece consevati presso la "Sala Granda" del Palazzo Municipale alcuni dipinti di grande formato di un certo spessore e rilievo. Si tratta in particolare di:
La maggior parte del materiale conservato nella sezione archeologica
è di origine erratica, deriva cioè da ritrovamenti casuali. Buona parte di esso è attribuibile a due periodi in particolare:
La sezione numismatica comprende monete di età romana e del periodo in cui fu operante la zecca dei Pico, ovvero dal 1515 al
1710. Vi sono esposte tuttavia anche monete provenienti dalle altre zecche e, in particolare, da quella Estense a Modena.
La Pinacoteca è la sezione
quantitativamente più consistente del museo civico. In essa sono raccolti principalmente i ritratti della famiglia Pico. Vi sono raffigurati un po' tutti i principali protagonisti della famiglia mirandolese, da Giovanni ed il nipote
Gianfrancesco in dipinti non di contemporanei, ma semmai in versioni un po' idealizzate e tarde di originali modelli, al Duca Francesco Maria, ultimo regnante della Casata, prima del suo esilio spagnolo, dopo
essersi inimicato l'imperatore che avrebbe poi avocato a sè il feudo di Mirandola, per cederlo al Duca di Modena. Sono conservati anche ritratti di esponenti di nobili famiglie cittadine, di Estensi ed altri personaggi.
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sabato 17 dicembre 2005 |
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