ASPETTI NATURALISTICI DELLE VALLI DELLA BASSA MIRANDOLESE

Le Valli sono così definite perché rappresentano aree depresse racchiuse tra percorsi fluviali attuali ed estinti corrispondenti a zone di esondazione. In particolare le Valli della Bassa Modenese si sono originate dall'azione combinata dei fiumi Secchia, Panaro e Po, che nel corso degli anni hanno contribuito alla formazione di un territorio caratterizzato da un'alternanza di rilievi e depressioni, di dossi e di valli. In passato, per questa sua conformazione, l'area delle Valli si presentava come una vasta zona umida incisa da piccoli e grandi corsi d'acqua e da canali di scolo di diversa dimensione.  Solamente nei primi decenni del '900 l'intera zona venne definitivamente bonificata per opera del Consorzio di Burana, questo portò ad una totale modificazione del territorio con la conseguente perdita dell'ambiente naturale e di un ecosistema unico come quello acquatico delle zone umide.  Le caratteristiche morfologiche, geologiche ed ambientali di questo territorio, in cui l'acqua seppur regimata resta l'elemento connotativo predominante, insieme alla scarsa presenza dell'uomo e alla realizzazione di ampie zone riallagate dovute in parte ad una diffusa itticoltura ed in parte a strutture legate allo svago e al tempo libero (pesca, giochi di caccia, agriturismo), hanno favorito lo sviluppo di un'avifauna ricchissima sino a consentire la nidificazione di specie di rilevante interesse scientifico.Tra le zone umide della Bassa Modenese spiccano le Valli "Le Partite"; situate nella zona morfologicamente più depressa della Bassa Modenese hanno un'estensione di circa 500 ettari.  In quest'area scarsamente coltivata, molti animali hanno trovato il loro habitat ideale. Per valorizzare questa zona del proprio territorio, il Comune di Mirandola ha intrapreso da diversi anni azioni ed interventi concreti di recupero, come il recupero del Barchessone Vecchio, situato proprio al centro di queste Valli e, la realizzazione di un piano progettuale di itinerari naturalistici percorribili sia in bicicletta sia a piedi. Occorre rilevare che larga parte dell'area è posta sotto tutela grazie al Decreto Galasso ed al Piano Paesistico Regionale come zona di particolare interesse paesaggistico-ambientale e storico-archeologico, inoltre, dal 1997 la Provincia di Modena ha riconosciuto ulteriormente l'importanza naturalistica della zona, istituendo nell'area delle Valli adiacente alla frazione di Mortizzuolo, una "Oasi di protezione faunistica" al fine di incrementare e qualificare l'avifauna acquatica, per la reintroduzione di specie minacciate, nonché a scopo di ricerca scientifica

Flora e Fauna

Nell'ambiente delle zone umide si concentrano numerose forme viventi sia vegetali che animali adattatesi ad un ambiente così mutevole come quello acquatico. Il principale fattore ecologico che ha condizionato e che condiziona tuttora il quadro complessivo di specie animali e vegetali presenti in un ecosistema acquatico come quello delle Valli è ovviamente l'acqua.

Giunco fiorito
In questi territori, infatti, la distribuzione dei tipi di vegetazione è legata alla profondità e alla variazione di livello dell'acqua. La flora di questi ambienti è costituita essenzialmente da piante erbacee distinte in elofite ed idrofite a seconda che, radicanti sul fondo, rimangano con la porzione basale quasi sempre sommersa mentre foglie e fiori emergono dall'acqua come la canna di palude (Phragmites australis), la stiancia (Typha latifolia, Typha angustifolia) e il giunco fiorito ( Butomus umbellatus) con le sue infiorescenze rosate ad ombrella oppure, presentino il corpo vegetativo completamente sommerso come il miriofillo (Myriophyllum spicatum) o galleggiante come il raro quadrifoglio (Marsilea quadrifolia), la lente di palude (Spirodela polyrrhiza) e la lenticchia d'acqua (Lemna minor, Lemna gibba). Sono presenti anche alcuni esemplari arbustivi che crescono sugli argini dei canali di scolo e delle aree allagate come la tamerice minore (Tamerix gallica) che vive in presenza di terreni salmastri, il prugnolo (Prunus spinosa), il biancospino (Crataegus monogyna) e l'olmo campestre (Ulmus minor ).

TarabusoOltre ad una vegetazione ricca di piante erbacee spontanee più o meno rare, caratteristiche di questo ecosistema acquatico, l'importanza naturalistica delle Valli Mirandolesi è anche da ricercare nella notevole ricchezza avifaunistica. Infatti, queste zone umide sono collocate sulle rotte migratorie e quindi periodicamente sorvolate da una notevole quantità di migratori acquatici che, abbandonati i territori di nidificazione, sono in viaggio per raggiungere i propri territori di svernamento.

Nelle Valli della Bassa Modenese, le acque degli stagni e dei canali, dove la profondità rimane discreta, sono colonizzate dagli uccelli nuotatori, principalmente folaghe (Fulica atra) e da moltissime anatre di varia specie. Dove le acque sono un poco più basse troviamo gli aironi (l'airone cenerino, Ardea cinerea; l'airone bianco maggiore, Egretta alba; la garzetta, Egretta garzetta), grossi uccelli predatori che si nutrono principalmente di pesce.  Dove invece le acque basse si alternano a piccole secche si trovano i limicoli, uccelli adatti a vivere dove l'acqua si mescola alla terra ferma; nelle acque più profonde per esempio troviamo le pittime reali (Limosa limosa) che trivellano il fondo fangoso con il lungo becco e l'elegante cavaliere di Italia (Himantopus himantopus) dalle lunghe zampe color vermiglio. Nei punti in cui il canneto diventa più folto si nasconde la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus) e dall'alto il falco di palude (Circus aeruginosus) esplora continuamente la zona alla ricerca di una preda.

 

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sabato 17 dicembre 2005 

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