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Art. 18 c.1 d.P.R. 115/2002 e risoluzione Agenzia delle Entrate n. 24E/16 – Notifica atti giudiziari richiesta da avvocati

Art.18 c.1 tab.B d.P.R. n. 115/2002: "Agli atti e provvedimenti del processo penale, con la sola esclusione dei certificati penali, non si applica l'imposta di bollo. L'imposta di bollo non si applica altresi' agli atti e provvedimenti del processo civile, compresa la procedura concorsuale e di volontaria giurisdizione, del processo amministrativo e nel processo tributario, soggetti al contributo unificato. L'imposta di bollo non si applica, inoltre, alle copie autentiche, comprese quelle esecutive, degli atti e dei provvedimenti, purche' richieste dalle parti processuali. Atti e provvedimenti del processo sono tutti gli atti processuali, inclusi quelli antecedenti, necessari o funzionali. "

La risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n.24/E del 18/04/2016, pur riaffermando quanto già riportato nella circolare della stessa Agenzia n.70/2002, che i termini atnecedenti, necessari e funzionali, ai fini dell'esenzione dell'imposta di bollo, deve ricorrere non solo il presupposto oggettivo legato alla tipologia degli atti, ma é necessario anche che il soggetto beneficiario dell'esenzione rivesta la qualità di parte processuale, ha stabilito che i certificati anagrafici possono beneficiare del regime di esenzione dall'imposta di bollo, ai sensi dell'art.18, c.1, del d.P.R. n.115/2002, in quanto trattasi di atti funzionali al procedimento giurisdizionale.