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Convivenza Anagrafica

Convivenza Anagrafica
La convivenza anagrafica ai sensi dell'art.5 del DPR.223/89 è un insieme di persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nella stessa abitazione.

Cos'è la convivenza anagrafica

Ai sensi dell’art.5 del d.P.R. n.223/1989, la convivenza anagrafica è l’insieme delle persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nello stesso Comune.

Il concetto di convivenza, quindi, è basato su motivi che inducono o costringono un determinato numero di persone a vivere insieme, a prescindere dall’esistenza di particolari vincoli intercorrenti tra loro.

Famiglia e convivenza anagrafica hanno il medesimo presupposto della dimora abituale, mentre si differenziano nell’ulteriore elemento costitutivo: nella prima vi è un vincolo familiare-affettivo, nella seconda la presenza di specifici motivi sociali.

E’ importante precisare che le persone ospitate anche abitualmente in alberghi, pensioni e simili, non costituiscono convivenza anagrafica, ad eccezione di situazioni previste dalla legge (richiedenti asilo, vedi oltre).

Il responsabile della convivenza anagrafica.

L’art.6, c.2, del d.P.R. n.223/1989, prevede per la convivenza anagrafica l’individuazione di un responsabile, di solito la persona che normalmente la gestisce (può anche non far parte della convivenza e avere una diversa posizione anagrafica), che ha l’obbligo di segnalare tutte le variazioni riguardanti la composizione della convivenza stessa. Il responsabile della convivenza, pertanto, è chiamato a dichiarare all’anagrafe la costituzione e la cessazione della convivenza, lo spostamento di sede, l’ingresso e l’uscita di qualsiasi persona.

Tale obbligo è particolarmente rilevante per quanto attiene alle uscite dalle convivenze costituite da persone richiedenti asilo, in quanto ciò può comportare la loro cancellazione immediata (art.5bis, c.3, del d.Lgs. n.142/2015).

Dichiarazioni anagrafiche sulla convivenza.

Tutte le dichiarazioni anagrafiche relative alla convivenza devono essere fatte esclusivamente dal responsabile della convivenza, comprovando, come in tutti i casi in cui vengono rese delle dichiarazioni anagrafiche, la propria identità mediante l’esibizione di un documento di riconoscimento.

L’ISTAT non ha escluso in maniera assoluta che eventuali dichiarazioni anagrafiche possano pervenire direttamente dal soggetto membro della convivenza, ma in tali casi, dovranno seguire opportuni accertamenti e, ai sensi della circolare del Ministero dell’Interno del 19/04/2005, si dovrà procedere d’ufficio agli adempimenti di competenza di cui all’art.5 della L. n.1228/1954 e dell’art.15 del d.P.R. n.223/1989. Alla luce di ciò si ritiene che le dichiarazioni anagrafiche relative alla convivenza debbano pervenire esclusivamente dal responsabile della struttura stessa; in tal caso si ritiene che gli accertamenti anagrafici di cui l’art.19 del d.P.R. n.223/1989, possano anche non essere richiesti dall’Ufficiale d’Anagrafe.

Richiedenti protezione internazionale

L'art.13 del d.L. n.113/2018 ha abrogato le norme del d.Lgs. n.142/2015 che prevedevano l'iscrizione anagrafica ai richiedenti protezione internazionale, sia nei centri di prima accoglienza, sia nelle strutture temporanee (SPRAR e CAS). Pertanto coloro che sono in possesso di permesso di soggiorno per richiesta asilo o della relativa ricevuta, non possono più essere iscritti in anagrafe. Sono pertanto da ritenersi irricevibili le dichiarazioni di residenza per coloro che non risultano iscritti, mentre sono pienamente ricevibili e vanno certamente operate le mutazioni di residenza, cioè i semplici trasferimenti da un luogo di dimora abituale all’altro, anche in diversi Comuni.
I richiedenti asilo iscritti in anagrafe restano regolarmente iscritti fino a quando non interviene una causa di cancellazione: l’irreperibilità accertata, in seguito a ripetuti e intervallati accertamenti, oppure la perdita del diritto di soggiorno, in caso di diniego confermato dal Tribunale, attraverso il mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale e conferma, della Questura, della divenuta situazione di irregolarità. Da questo punto di vista, il decreto non ha apportato alcuna novità.
E' stata invece abrogata la norma che prevede la cancellazione anagrafica con effetto immediato, del richiedente protezione internazionale, che abbia avuto la revoca delle misure di accoglienza o che si sia allontanato senza giustificazione dalla ocnvivenza anagrafica dove era ospitato.
A tutti i titolari di protezione (per asilo politico, protezione sussidiaria, protezione umanitaria finché presenti e le nuove diciture “casi speciali” e “protezione speciale”) si applicano i principi e le norme fin qui applicate: l’iscrizione anagrafica va garantita con la
sola esibizione del permesso di soggiorno, quale valido documento di riconoscimento in base al DPR n. 445/2000, e senza esibizione del passaporto, di cui tali cittadini sono inevitabilmente e forzatamente sprovvisti, come indicato chiarissimamente dal Ministero
dell’Interno

Requisiti Richiesti

Fissare la propria dimora abituale nella stessa abitazione di convivenza presso il Comune di Mirandola.

Modalità di Attivazione

A domanda del Responsabile della convivenza

Tempi

I tempi dell'iscrizione nella cancellazione anagrafica sono i medesimi previsti per l'iscrizione anagrafica ordinaria: entro 2 giorni lavorativi dalla richiesta (per legge) salvo irricevibilità o, in mancanza, silenzio assenso al 45° giorno dalla richiesta, salvo preavviso di rigetto ai sensi art. 10-bis della L.241/1990.
La cancellazione è invece immediata per i richiedenti la protezione internazionale ospiti nei Centri di Assistenza Straordinaria su segnalazione del responsabile della convivenza anagrafica. Negli altri casi sono previste le procedure per i residenti ordinari.

Costi

nessuno

Documenti da presentare

nel caso di costituzione di una nuova convivenza anagrafica

- richiesta di istituzione di nuova convivenza anagrafica
- modulo dichiarazione di residenza in convivenza anagrafica

nel caso iscrizioni o mutazioni in convivenza anagrafica già esistente

- modulo dichiarazione di residenza in convivenza anagrafica

Riferimenti legislativi (Normativa): Legge anagrafica 24/12/1954 n. 1228 Regolamento Anagrafico DPR 30/5/1989 n.223 con particolare riferimento art. 5,6,13 del D.L. 5/2012 convertito in l. 35/2012
ISTAT Metodi e norme 1992
Dlgs 142/2015 come modificato dall' art.8 D.L. n.13/2017 convertito in legge n. 46/2017 recante ”Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché di contrasto dell’immigrazione illegale”. Decreto Legge n.113/2018 "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione...".

TARI

Dal momento della richiesta di iscrizione in anagrafe o di variazione di residenza all'interno del Comune, se nell'abitazione di nuova residenza si costituisce una nuova famiglia, si hanno 90 giorni di tempo per presentare la dichiarazione relativa alla TARI, di cui il modulo in allegato. Tari è l'acronimo di TAssa RIfiuti, la nuova imposta comunale istituita con la legge di stabilità 2014. Essa in pratica prende il posto della vecchia Tares. Il presupposto della Tari e' il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Quindi la nuova tassa sui rifiuti prevede che la somma da versare al Comune sia dovuta dagli inquilini, indipendentemente se proprietari o affittuari.

Ulteriori informazioni

Ulteriori informazioni nella sezione "La ricezione delle dichiarazioni anagrafiche: valutazioni operative e situazioni di irricevibilità"

Trasparenza

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