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Le frazioni storiche

Il Comune di Mirandola comprendeva le seguenti frazioni: San Martino Spino, Quarantoli, Mortizzuolo, Cividale, San Giacomo Roncole, Gavello, Tramuschio, Santa Giustina Vigona, San Martino Carano

San Martino Spino

Centro  già attivo e popolato in epoca romana, San Martino Spino si costituì come comunità  identificata e funzionante,  sotto il profilo economico, politico e militare, nell’alto Medioevo a partire dall’ VIII secolo. Nel  1354 la famiglia Pico ne acquisì  il controllo che conservò  fino  al diciottesimo secolo quando questi possedimenti passarono agli Estensi. Questi a  loro volta nel 1750  investirono del feudo di San Martino Spino,  dichiarandolo Marchesato, la famiglia Menafoglio.

In  questa frazione  vi sono alcuni monumenti che  meritano una certa attenzione.

La  chiesa parrocchiale,che risale al XVII secolo e  che si trova sita in una posizione sopraelevata rispetto alle case del paese,  conserva al suo interno alcune pregevoli  opere d’arte fra cui la cosiddetta  Madonna Menafoglio, oggetto di storie e credenze popolari.

Non lontano dalla  chiesa si trova il palazzo di Porto Vecchio un tempo comando militare con allevamento di cavalli.

San Martino Spino  è inserito nell’oasi provinciale di protezione della fauna selvatica delle  Valli e nella bellissima area naturalistica che circonda il  paese s’incontrano i barchessoni, ottocenteschi edifici,  di particolare  interesse architettonico,  un tempo adibiti a  ricoveri dei cavalli.

Quarantoli

Di  origine longobarda, fu  a  capo intorno all’anno Mille  di un distretto territoriale, che includeva anche  Mirandola,  in  quanto sede di pieve e di  curia.  In effetti  l’ antica chiesa di Quarantoli si distinse  per molto tempo quale importante centro  di riferimento per la vita religiosa e culturale della zona.

La  pieve, dedicata  a S. Maria della Neve,  risale ad epoca preromanica e fu riedificata nel sec. XII. Essa fu poi oggetto di modifiche ed integrazioni nel 1670 e successivamente nei primi decenni del  XX secolo  su iniziativa del parroco don Alberto Fedozzi.

All'interno della  chiesa sono conservate importanti opere d'arte, in particolare  le antiche sculture in tufo o in pietra da taglio o in  marmo  del XII  e XIII secolo attribuibili  alla scuola di Wiligelmo, il grande artista che realizzò  i rilievi del Duomo di Modena. Da segnalare al riguardo  le sculture rappresentanti i simboli dei quattro evangelisti, vale a dire l'aquila (S. Giovanni), il leone (S. Marco), il toro (S. Luca) e l'angelo (S. Matteo), nonché i robusti ed eleganti capitelli scolpiti.

Mortizzuolo 

Si estende interessando il territorio di due Comuni  (Mirandola e San Felice)  a contatto con  una zona naturalistica, che si sviluppa in direzione settentrionale,  caratterizzata da una  straordinaria  varietà di avifauna e da una ricca presenza di flora spontanea indigena.

L’ambiente del  territorio, fatto di canneti, stagni e campi coltivati,  è rappresentato dall’affascinante linea piatta del paesaggio in cui lo sguardo può semplicemente immergersi  accompagnato da una  serenità silenziosa.

A Mortizzuolo si  può visitare anche la chiesa  parrocchiale di San Leonardo di Limoges risalente  in parte al quindicesimo secolo. Accanto ad essa  si trova la sala dell’antica canonica, eretta nel 1774, decorata ad affresco e da poco restaurata.

Cividale

 E’  in gran  parte distribuita lungo il viale  che ora congiunge  Mirandola  alla stazione ferroviaria. Le origini di questa frazione  sono tuttavia antiche e rinviano alla località che qui tempo sorgeva denominata Borghetto.

Di particolare interesse risulta la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo riedificata all’inizio del XVIII secolo. Al suo interno si erge il santuario della Beata Vergine del Borghetto contenente un ‘immagine ritenuta miracolosa ed oggetto di devozione.  In  questa  chiesa è collocato anche un  bellissimo dipinto seicentesco del pittore  veneziano Sante Peranda, la Beata Vergine della Ghiara,  ancora contenuto nella maestosa ancona lignea dorata.

San Giacomo Roncole

La  comunità di Roncole, successivamente detta di San Giacomo,  fu a  partire dalla metà del XVIII secolo, al pari della frazione San Martino Spino, sede di un marchesato, oggetto di un’investitura estense alla famiglia Paolucci.

La chiesa del paese, dedicata ai santi Giacomo e Filippo, venne risistemata e ristrutturata tra il XVIII e XIX secolo assumendo l’attuale aspetto. Dirimpetto ad essa, oltrepassata la  strada statale, sorge un fabbricato, detto il Casinone, che fu   prima sede  della Comunità dei Piccoli Apostoli, voluta e fondata da Don Zeno Saltini, che   fu parroco di San Giacomo Roncole e che qui creò le basi di quella comunità sociale e religiosa  che poi si chiamerà Nomadelfia.

Gavello

Gabelus, da cui  Gavello,  è il nome romano del fiume  Secchia  che un tempo scorreva, con rami diversi, in  questo territorio. Dopo che  a partire dal XII secolo  il fiume  venne deviato incominciò un periodo di  povertà ed inaridimento dei terreni di questa zona. Oggi invece il territorio di  Gavello  si  distingue per la ricchezza della  produzione agricola,   di cui gli eccellenti meloni  e le ottime angurie che  qui di coltivano sono efficace testimonianza.

A Gavello la chiesa parrocchiale è stata edificata  negli anni venti del secolo scorso.  Al suo interno è conservato un interessante crocefisso realizzato sul finire del secolo XVII.

Tramuschio

E’ una frazione da sempre situata in una zona di confine, segnando la linea che separava  anticamente il dominio dei Pico da quello dei Gonzaga , poi il Ducato di Modena dal regno asburgico del Lombardo Veneto, e ora la regione  Emilia Romagna  dalla Lombardia.
Da visitare la chiesa parrocchiale  dedicata  alla Visitazione di Maria Vergine e  riedificata nel 1616.

S. Giustina Vigona

E’  una frazione  sita sulla via  Statale 12  poco fuori dalla città di Mirandola in direzione nord. Nel 1511  ospitò papa Giulio II  impegnato a  guidare l’assedio alla  fortezza mirandolese.

La chiesa  di questo abitato risale alla metà del XIX secolo e  al suo interno sono conservate opere importanti e significative, di particolare interesse.  E’ possibile  ammirare infatti   due dipinti rappresentanti la Vergine e un angelo annunziante opera del pittore ferrarese  Scarsellino (fine XVI secolo)  e una cinquecentesca tela  raffigurante una Pietà  con i Santi  Sebastiano e Rocco di ignoto pittore emiliano.

San  Martino Carano

Deriva probabilmente il suo nome da quello del proprietario del fondo in epoca romana, Calus, da qui fundus calanus o caranus.  In questa zona  fu peraltro ritrovato un cippo miliare di  epoca augustea.

Oggi la frazione  risulta prossima e vicina a Mirandola, e  la sua identità è in qualche modo ancora riconducibile alla sua chiesa parrocchiale di origine antica, ricostruita nel 1599 e in gran parte rifatta nel corso del XIX secolo

 

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