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PRO MEMORIA FESTIVAL

PRO MEMORIA FESTIVAL
Ospiterà filosofi e scienziati, storici e scrittori, giornalisti e critici letterari 8-12 giugno 2017

Il programma

 

 

 

08 giugno 2017
ore 21:30

Spettacolo teatrale.

Un suggestivo viaggio nel tempo (dal 1880 al 1942) attraverso la lettura delle vecchie edizioni di Al Barnardon, lo storico lunario che da oltre un secolo tiene traccia, rigorosamente in dialetto mirandolese, della vita, del costume e dell’evoluzione della città.

 

 

09 giugno 2017
ore 18:00

Cerimonia di apertura del “Pro-Memoria Festival”

 

 

09 giugno 2017
ore 21:30

Musiche di Dimitrij Šostakovič.

Quartetto Savinio – Voce recitante Sandro Cappelletto – Marco Scolastra al pianoforte

Il 16 marzo 1941 al Quintetto con pianoforte di Dimitrij Šostakovič viene assegnato il Premio Stalin.
Come intendere quella decisione? Una riabilitazione, un rinnovato consenso del regime sovietico a un artista che, pochi anni prima, aveva saputo – e dovuto! – fare “autocritica”? Il riconoscimento del suo genio?
“Mi sento molto male. La mia nevrastenia si è seriamente aggravata… Ho suonato il Quintetto troppe volte di seguito, e ciò ha portato una qualche abitudine. E l’abitudine è il nemico della creatività e della qualità di esecuzione”, scrive il compositore all’inizio del 1941.
La Germania ha invaso l’URSS, per Šostakovič e la sua famiglia inizia un lungo periodo di spostamenti, trasferimenti, nuove angosce, private e politiche.
Un clima che la poetessa Anna Achmatova riesce a raccontare con toccante ed esatta intensità.
Mentre il pendolo del potere continua ad oscillare, opprimendolo, la musica da camera diventa il rifugio segreto di Šostakovič, il luogo creativo più intimo, inviolabile, sottratto ad ogni tentazione, ad ogni obbligo di comporre musica celebrativa, ufficiale. Ad ogni tradimento.

Nel Trio per pianoforte, eseguito per la prima volta a Leningrado il 14 novembre 1944, iniziato a Mosca, quando suo allievo al Conservatorio era il giovane Mstislav Rostropovič, il maestro utilizza per la prima volta temi ebraici, dopo che era stato informato delle atrocità commesse dai nazisti nei campi di concentramento dell’Europa dell’Est, in particolare nel Lager di Treblinka.
Nel Trio, una danza macabra è seguita da un’elegia. L’orrore e il compianto, il suo urlo e la sua commozione.
“Dalle sei del mattino alle diciotto di sera sono privo di due servizi fondamentali: luce e acqua. Le lampade al cherosene fanno poca luce. La mia vista non è buona. Alla luce del cherosene non posso scrivere. L’oscurità mi logora i nervi… Insomma, me la passo male. Ma alle sei del pomeriggio si accende la luce e quando si avvicina quel momento di felicità i miei nervi si eccitano al punto che non riesco a calmarmi”.

La musica, la sua salvezza; più tenace di ogni privazione, di ogni imposizione, di ogni terrore.

10 giugno 2017
ore 10:30

con Paola Mastrocola

Letture di Marinella Manicardi ed Emanuele Arrigazzi

Prendendo spunto dal suo ultimo libro L’amore prima di noi, l’autrice propone al pubblico una rassegna dei grandi miti dell’amore, figure che ancora oggi, dopo molti secoli, incarnano il lato più romantico della memoria dell’umanità: Eros e Psiche, Apollo e Dafne, Orfeo ed Euridice, Teseo e Arianna…

 

 

10 giugno 2017
ore 16:00

con Silvia Vegetti Finzi

Esiste una memoria della maternità? Quando e come nasce il rapporto madre-figlio e in che modo si costruiscono, si sviluppano i ricordi ad esso legati? La psicologa Silvia Vegetti Finzi ripercorre la genesi di quel legame identitario profondo che è insieme memoria e progettualità, e ne analizza le sfide nella società contemporanea, a partire dal suo ultimo libro L’ospite più atteso.

10 giugno 2017
ore 17:30

con Andrea Carlino

L’immagine e l’idea che abbiamo del corpo, come individui e come società, sono assai mutate nel corso del tempo: Andrea Carlino invita il pubblico a sfogliare le pagine della storia della medicina e dell’antropologia moderna per comprendere come si è giunti all’odierna percezione della salute, della malattia e della morte.

10 giugno 2017
ore 19:00

con Eva Cantarella

Il capo famiglia, il pater familias, è insieme una figura storica, giuridica e mitologico-simbolica: è dotato di un’autorità illimitata sui membri della propria famiglia ed è l’autore dei principali riti di passaggio delle nuove generazioni. La storica Eva Cantarella analizza questo istituto della romanità portandone in primo piano luci ed ombre e scoprendo cosa di quella tradizione è arrivato sino a noi.

 

 

10 giugno 2017
ore 21:30

con Edoardo Camurri e Marino Niola

La provincia si fonda sulla memoria e vive della propria storia più ancora delle grandi città: il patrimonio identitario, culturale e comunitario è un bene comune da difendere e tramandare. Edoardo Camurri, che ha viaggiato tra le storie della provincia italiana nel suo programma su Rai3 “Provincia Capitale”, si confronta con l’antropologo Marino Niola su figure, volti e destino delle realtà di provincia.

Luogo: Piazza Matteotti - San Felice sul Panaro

10 giugno 2017
ore 21:30

Testo di Ernesto Franco – lettura di Gioele Dix
Accompagnata da Savinio Cesario
In collaborazione con il Circolo dei Lettori di Torino

Non uomo, non insetto, non animale, lo Scorpione di Ernesto Franco è una presenza del mondo. E ne è una sua memoria. Di solito non parla, anche se dell’enciclopedia della terra, come qui si vedrà, è una voce.

11 giugno 2017
ore 10:00

con Adriano Fontana

Una delle più’ grandi epopee scientifiche degli ultimi 50 anni è quella che ci ha permesso di stabilire che l’Universo ha una storia di quasi 14 miliardi di anni: come tutte le storie, anche stelle e pianeti lasciano delle tracce, ricercabili e osservabili con i nostri telescopi. Sono la “memoria del cosmo”, raccontano come il nostro Universo si è formato. Adriano Fontana illustra queste tracce di memoria e le situazioni in cui il passato è andato perduto per sempre.

 

 

11 giugno 2017
ore 16:00

con Massimo Cacciari e Raphael Ebgi

L’umanesimo non è stato solo retorica, culto dei classici latini e greci e filologia: è stata una rivoluzione culturale che ha riscritto, insieme, il passato e la prospettiva del futuro, sia mondano che ultramondano. Da Dante a Petrarca, da Leon Battista Alberti a Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, da Savonarola a Leonardo e Machiavelli, si andrà alla riscoperta di una svolta epocale nella nostra cultura.

 

 

11 giugno 2017
ore 17:30

con Diego De Silva e Ernesto Franco

Qual è il rapporto fra un autore e il suo personaggio più celebre? Come si costruisce e come agisce la memoria di un personaggio di finzione – in questo caso Vincenzo Malinconico, il popolare avvocato creato da Diego De Silva – sulla pagina e nella quotidianità dello scrittore? Insieme al pubblico si cercherà di comprendere la natura di queste vite parallele.

11 giugno 2017
ore 19:00

con Joseph Rykwert e Marino Niola

Il progetto e la realizzazione di una città dicono molto di una società e della sua cultura: è questo il filo conduttore del saggio più famoso di Joseph Rykwert, L’idea di città, intreccio di urbanistica e antropologia alla ricerca del senso profondo delle costruzioni urbane, delle radici filosofiche dei modelli di città, che riflettono i modelli ideali delle società. Il dibattito con l’antropologo Marino Niola cercherà di portare alla luce i cambiamenti di queste rappresentazioni.

11 giugno 2017
ore 21:30

con Marco Belpoliti

Nel 2017 ricorrono i trent’anni dalla scomparsa di Primo Levi: Marco Belpoliti, curatore della monumentale raccolta di Opere complete dell’autore torinese, accompagna il pubblico nel ricordo della sua figura, della storia drammatica che ha attraversato e del suo lascito storico e intellettuale: una memoria che è patrimonio di tutti e soprattutto delle generazioni più giovani.

Luogo: Villa Raisi-Ghirardini Via Villafranca, 36 - medolla

11 giugno 2017
ore 21:30

con Gian Piero Brunetta dialoga con Franco Piavoli

Proiezione di L’orto di Flora da Terra Madre (2009) e Festa (2016) di Franco Piavoli

La natura può continuare a vivere attraverso le immagini che se ne catturano? Che rapporto c’è fra una ripresa cinematografica e la vitalità che cerca di restituire? Il modo in cui un obiettivo legge la realtà è più improntato alla fedeltà o all’interpretazione? A questi e altri interrogativi cercheranno di rispondere Gian Piero Brunetta e Franco Piavoli, in una riflessione sull’arte di fermare il tempo, di costruire una memoria, e l’irriducibile forza della vita che scorre.

 

 

12 giugno 2017
ore 20:45

Dopo festival

A cura dell’Associazione Sandro Campetella

La memoria del terremoto di cinque anni fa come base e propulsore per il futuro: questo lo spirito al centro dell’incontro, che racconta la rinascita di diverse aziende, attraverso investimenti di idee e creatività prima ancora che di risorse economiche. Le start-up che sono nate e i numerosi esempi di innovazione e di crescita sono al centro della mai spenta vivacità del territorio.

Luogo: Aula Magna “Rita Levi Montalcini”Via 29 Maggio, 4 - Mirandola