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"Prima di tutto, grazie a tutti voi per aver scelto di essere qui, oggi, a condividere un momento così importante per Mirandola.

In Piazza della Costituente non stiamo semplicemente celebrando la riapertura di un edificio restaurato. Oggi restituiamo alla nostra comunità un pezzo della sua anima. Il Palazzo Comunale torna finalmente a vivere e a essere il cuore pulsante della città: il luogo in cui generazioni di mirandolesi hanno riconosciuto la propria storia, il proprio senso di appartenenza, il volto stesso della comunità.

E non poteva esserci data più significativa del 29 maggio per vivere questo momento. Quattordici anni fa, proprio in queste ore, la terra tornava a tremare. Dopo la prima, violenta scossa del 20 maggio 2012, il terremoto colpì ancora con forza, in modo forse ancora più doloroso, perché arrivato quando molti speravano che il peggio fosse passato. In un territorio che si era sempre percepito come sicuro, dove il terremoto non aveva mai accompagnato la vita quotidiana delle persone, abbiamo conosciuto la paura. Abbiamo conosciuto il senso di impotenza, il dolore, lo smarrimento. Abbiamo visto crollare edifici che credevamo immutabili, parte della nostra storia passata e futura. E insieme alle pietre si incrinarono anche molte delle nostre certezze.

Anche il Municipio, come tanti altri edifici simbolo della città, fu profondamente ferito. Vacillarono le sue fondamenta, tremarono i loggiati, si aprirono crepe nei muri. Ma soprattutto venne colpito ciò che questo luogo rappresenta: la sua identità, la sua bellezza, il suo significato per la comunità.

Perché il Palazzo Comunale non è soltanto un edificio di pregio architettonico. È un luogo che custodisce secoli di memoria collettiva. Dalla sua costruzione, avvenuta nella seconda metà del Quattrocento per volontà dei Pico, fino al 1946, quando accolse il primo Consiglio Comunale della Mirandola liberata, questo Palazzo è stato il luogo del confronto democratico, delle decisioni, della vita pubblica della città.

Per questo oggi l’emozione è così forte. La riapertura del Municipio non rappresenta soltanto il completamento di un cantiere complesso, attraversato anche dalle difficoltà della pandemia e da una delle stagioni più complicate degli ultimi decenni per il settore edilizio. Rappresenta soprattutto la forza della ricostruzione. Una ricostruzione resa possibile dalla volontà, dalla solidarietà e dalla capacità di una comunità di restare unita anche nei momenti più difficili. È lo stesso spirito che da sempre caratterizza questa terra e le persone che la vivono, la costruiscono e la amano ogni giorno.

Il recupero del Palazzo ha richiesto uno sforzo straordinario, capace di unire rigore tecnico e sensibilità storica. Ogni intervento è stato guidato dalla volontà di proteggere il patrimonio architettonico e artistico dell’edificio, restituendogli allo stesso tempo la solidità e la funzionalità necessarie per guardare con fiducia al futuro.

E il futuro è già iniziato. Da alcune settimane questi spazi hanno ricominciato ad accogliere importanti servizi per i cittadini. Al loro interno trovano posto anche i reperti archeologici emersi durante i lavori di recupero; presto tornerà una significativa parte della quadreria del Museo Civico e la Sala Granda riaprirà le sue porte al Consiglio Comunale, ma anche a iniziative culturali, civiche e associative. In questi quattordici anni Mirandola ha saputo rialzarsi con dignità, forza e spirito di sacrificio. Lo ha fatto grazie a una straordinaria mobilitazione collettiva, che nei momenti più duri ha saputo esprimere le energie migliori. Con l’aiuto di tantissime persone arrivate da ogni parte d’Italia, che hanno condiviso mesi di lavoro e di vita accanto alla nostra comunità, sostenendola concretamente giorno dopo giorno. Per questo oggi sentiamo forte un sentimento di gratitudine e orgoglio. Un grazie sincero va a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo: a chi ha progettato e diretto i lavori, a chi ha coordinato un percorso complesso, alla Soprintendenza, alla struttura commissariale e a tutti gli enti coinvolti. Grazie ai tecnici, alle imprese, agli artigiani e alle maestranze che hanno lavorato con competenza e dedizione. Grazie ai dipendenti del Comune di Mirandola, che in questi anni hanno affrontato situazioni difficili con professionalità e senso delle istituzioni.

Un ringraziamento particolare va anche ai sindaci che mi hanno preceduta, Maino Benatti e Alberto Greco, perché il recupero di questo Palazzo è stato un impegno lungo, condiviso e trasversale, che ha attraversato amministrazioni diverse e che oggi trova finalmente compimento. Oggi raccogliamo insieme il risultato di un lavoro corale. Oggi la bellezza del Palazzo Comunale torna a illuminare Piazza della Costituente e a essere testimone autorevole della storia di Mirandola e dei ricordi custoditi da ciascuno di noi. E c’è un ultimo elemento che rende questa occasione ancora più significativa. Tra pochi giorni celebreremo il 2 giugno, nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica e della nascita del primo Consiglio Comunale della Mirandola libera.

Per questo la riapertura del Municipio assume un valore ancora più profondo. Perché questo è il luogo dove la democrazia prende forma ogni giorno attraverso il dialogo, il confronto e la partecipazione. Un luogo che rappresenta la continuità delle nostre istituzioni e il legame tra passato, presente e futuro. Oggi Mirandola ritrova il suo cuore. Ricorda il dolore che ha attraversato, celebra la propria capacità di rialzarsi e ricostruire, e guarda avanti con una rinnovata fiducia nel futuro.

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Ultimo aggiornamento: 29-05-2026, 13:34