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Gentile Sindaco,
non potendo essere presente personalmente a questa importante cerimonia a causa di concomitanti impegni istituzionali, desidero ugualmente far giungere il mio saluto e quello dell'intera comunità del Friuli Venezia Giulia in occasione di una giornata che rappresenta un momento di straordinario valore civile, istituzionale e umano per Mirandola e per tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso di rinascita.
La restituzione alla comunità del Palazzo Municipale storico è un momento che supera il significato della riapertura di una sede istituzionale. Questo luogo racchiude la memoria, l’identità e la continuità di una comunità che ha affrontato una delle prove più difficili della propria storia recente mantenendo coesione, dignità e fiducia nel futuro.
Per il Friuli Venezia Giulia, e per me personalmente, Mirandola non è soltanto una città che ha sofferto le ferite di un terremoto. È una comunità con la quale si è costruito, nel tempo, un legame autentico, nato nella drammaticità dell’emergenza e trasformato in un rapporto duraturo di solidarietà e riconoscenza reciproca.
Quando nel maggio del 2012 il sisma colpì duramente l’Emilia, la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia arrivò qui con uomini, mezzi e competenze maturate nella propria esperienza del terremoto del 1976.
I volontari offrirono assistenza operativa e, allo stesso tempo, la testimonianza concreta di chi conosce il dolore provocato dalla perdita delle case, dei luoghi simbolo e dei punti di riferimento della vita quotidiana.
Portarono soprattutto la consapevolezza che la ricostruzione potesse diventare realtà. A Mirandola il “modello Friuli” nato 50 anni fa trovò una nuova applicazione: un approccio fondato sulla presenza costante accanto alle persone, sull’organizzazione, sul senso delle Istituzioni e sul valore della comunità. Il campo gestito dalla nostra Protezione civile divenne un presidio di sicurezza e un luogo di ascolto, condivisione e speranza.
Per questo motivo il legame nato allora ha assunto negli anni una dimensione profonda e permanente. Lo dimostra la scelta di dedicare quell’area al “Quartiere 29 Maggio”, un nome che rievoca la memoria della tragedia, ma anche della solidarietà ricevuta. E lo testimonia ancora oggi la targa che Mirandola ha voluto dedicare ai volontari e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia: un gesto che abbiamo sempre considerato motivo di orgoglio e, allo stesso tempo, di grande responsabilità morale. La riapertura della Loggia dei Pico, a quattordici anni dal terremoto, assume quindi un significato che va ben oltre il recupero di un edificio storico.
È il segno tangibile della capacità di una comunità di rialzarsi, ricostruire e restituire piena vita ai propri luoghi simbolo. È la dimostrazione di come la ricostruzione materiale debba procedere insieme a quella civile e sociale.
Il Friuli Venezia Giulia guarda oggi a Mirandola con sincera partecipazione ed emozione. In questa piazza ritroviamo valori che appartengono anche alla nostra storia: il coraggio delle comunità, la solidarietà tra territori, il ruolo fondamentale del volontariato e delle istituzioni quando operano insieme per il bene comune.
A nome dell’intera Regione Friuli Venezia Giulia desidero quindi esprimere la nostra vicinanza e il nostro plauso alla città di Mirandola, all’Amministrazione comunale, ai cittadini e a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo.
Oggi celebriamo la riapertura di un municipio e, insieme, una rinascita condivisa, costruita giorno dopo giorno con determinazione, memoria e spirito di comunità.
Rinnovando a Lei, al Consiglio Comunale ed alla cittadinanza tutta i sensi della mia più alta stima colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.
Massimiliano Fedriga
Governatore Friuli - Venezia Giulia
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Ultimo aggiornamento: 29-05-2026, 14:14
