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Matrimonio concordatario e matrimonio per i culti ammessi

Il matrimonio religioso (cattolico o di altro culto ammesso nello Stato) celebrato dinnanzi al Ministro di culto, può produrre effetti anche per lo Stato Italiano se viene trascritto nei registri dello stato civile del Comune

Matrimonio concordatario e matrimonio per i culti ammessi

Matrimonio concordatario

Il matrimonio concordatario è il matrimonio celebrato davanti a ministri di culto cattolico, disciplinato dal codice civile e regolamentato dagli accordi tra Santa Sede e Stato italiano (Concordato Lateranense del 1929).

Tale Accordo riconosce gli effetti civili al matrimonio contratto secondo le norme di diritto canonico, a condizione che l'atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni di matrimonio.

Come per il matrimonio civile anche per il matrimonio concordatario occorre quindi che la celebrazione sia preceduta dalle pubblicazioni, da effettuarsi, oltre che presso la parrocchia degli sposi, anche presso la Casa comunale.

Una volta eseguite le pubblicaizoni, l'ufficiale di stato civile rialscia un nulla osta al matrimonio.

La celebrazione è regolata quasi esclusivamente dalle norme del diritto canonico. La legge civile prevede alcuni adempimenti per il prodursi degli effetti civili, ma essi vengono compiuti soltanto dopo la celebrazione. Questi adempimenti consistono nella lettura agli sposi, da parte del ministro del culto, degli artt. 143, 144 e 147 (riguardanti i diritti e doveri dei coniugi), e nella redazione da parte del parroco dell'atto di matrimonio in duplice originale, il secondo dei quali destinato ad essere trasmesso all'ufficiale di stato civile per la trascrizione.

Nell'atto può essere inserita anche la scelta del regime patrimoniale.

L'atto di matrimonio, formato dal celebrante e sottoscritto dagli sposi e dai testimoni, deve essere trasmesso entro 5 giorni all'ufficiale di stato civile per la trascrizione nei registri di stato civile, trascrizione che ha efficacia costitutiva del vincolo nell'ordinamento italiano.

L'ufficiale di stato civile effettua la trascrizione entro 24 ore dal ricevimento dell'atto e ne dà notizia al parroco.

La trascrizione opera retroattivamente: gli effetti civili del matrimonio si producono dal giorno della sua celebrazione. Quindi con la trascrizione, il matrimonio assume rilevanza giuridica anche per lo Stato italiano, a partire dalla data di celebrazione del matrimonio stesso.

Matrimonio celebrato davanti al ministro di culto non cattolico (matrimonio acattolico o dei culti ammessi)

Il matrimonio acattolico è il matrimonio celebrato davanti ad un ministro di culto non cattolico appartenente ad una confessione religiosa ammessa dallo Stato Italiano.

Gli sposi che intendono contrarre matrimonio con rito acattolico di un culto ammesso dallo Stato Italiano, devono recarsi all'ufficio di stato civile del Comune di residenza di uno dei due sposi, che provvederà ad eseguire le pubblicazioni di matrimonio.

Trascorso il termine previsto verrà rilasciato il certificato di ''nulla osta o autorizzazione alla celebrazione del matrimonio'' con il nome de ministro del culto incaricato della celebrazione e con gli estremi dell’approvazione governativa della nomina del Ministro stesso, che dovrà essere consegnato al celebrante incaricato.

Una volta avvenuta la celebrazione, l'ufficiale di stato civile provvede, su richiesta del ministro di culto celebrante, alla trascrizione dell'atto di matrimonio nei registri di stato civile.

Con la trascrizione il matrimonio assume rilevanza giuridica anche per lo Stato Italiano con decorrenza dalla data di celebrazione dello stesso.

L'atto di matrimonio celebrato secondo il rito di culti religiosi per i quali esistano intese con lo Stato italiano deve essere redatto dal ministro di culto immediatamente dopo la celebrazione e subito trasmesso in originale all'ufficiale dello stato civile (in ogni caso, non oltre i 5 giorni successivi alla celebrazione).

È dottrina comune che anche per l'invio degli atti di matrimonio fa fede il timbro postale. Qualora l'atto in questione sia stato trasmesso oltre i termini suddetti, l'ufficiale dello stato civile dovrà respingere, con motivato rifiuto scritto, la richiesta di trascrizione non essendo possibile ricorrere ad alcuna norma di legge o regolamento che consenta la trascrizione tardiva. Avverso il rifiuto gli interessati potranno comunque ricorrere alla procedura prevista dall'art. 95 del d.P.R. 396/2000.

Ai sensi degli artt. 7 e segg. della L. n.1159/1928 e delle norme attuative del r.d. n.289/1930, il matrimonio celebrato in Italia davanti a un ministro di un culto diverso dalla religione cattolica e con il quale l'Italia non ha stipulato intese, produce effetti civili a condizione che la nomina di tale ministro di culto sia stata approvata con decreto dal Ministro dell'Interno e che l'ufficiale dello stato civile, previo adempimento delle formalità previste, abbia rilasciato l'autorizzazione scritta alla celebrazione del matrimonio.

L'ufficiale dello stato civile, entro 24 ore dalla ricezione dell'atto di matrimonio, deve provvedere a curarne la trascrizione nei registri dello stato civile.

Salvo quanto previsto dalle intese intervenute tra lo Stato italiano ed alcune confessioni religiose, il ministro di culto acattolico può celebrare matrimoni solo nell'ambito territoriale individuato nel decreto di approvazione della nomina emesso dal Ministro dell'interno. Tale limite territoriale vale anche nella ipotesi in cui il ministro di culto, autorizzato a celebrare un matrimonio dall'ufficiale dello stato civile, deleghi altro ministro per l'adempimento.

Ove il matrimonio sia stato celebrato fuori della competenza territoriale del ministro di culto, l'atto di matrimonio non può essere trascritto nei registri dello stato civile (Circolare del Ministero dell'Interno n. 6 del 16 febbraio 2007).

Il limite territoriale di competenza non riguarda i matrimoni celebrati dai ministri di culto Valdesi, delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno, delle Assemblee di Dio in Italia, delle Comunità Ebraiche italiane, dell'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (UCEBI), della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), in quanto tra l'Italia e tali confessioni è stata stipulata, ai sensi dell'art. 8, comma 3 della Costituzione, un'intesa che riguarda anche la materia matrimoniale.

La caratteristica comune alle sei intese è data dal fatto che, una volta effettuate le pubblicazioni a norma dell'art. 94 del codice civile, la celebrazione potrà avvenire in qualsiasi comune indicato in precedenza dagli sposi. Inoltre, le nomine dei ministri dei culti suddetti non sono soggette ad approvazione del Ministro dell'Interno.

Matrimoni religiosi regolati da intese con lo Stato Italiano

Tavola Valdese

Le particolarità di tale rito riguardano il rilascio del nulla osta in duplice originale, senza che sia indicato il nome del celebrante, perché questo potrà essere uno qualsiasi dei Ministri di culto della Chiesa valdese.

La lettura degli articoli del codice civile deve essere effettuata dall’ufficiale di stato civile che riceve la richiesta di pubblicazione e dovrà risultare dal nulla osta.

La celebrazione del matrimonio in un comune diverso da quello delle pubblicazioni avverrà con lo stesso iter previsto per il matrimonio cattolico (delega tra Ministri di culto).

Entro 5 gg. dalla celebrazione il Ministro di culto trasmetterà copia dell’atto di matrimonio per la trascrizione nei registri di stato civile.

Unione delle Chiese Avventiste del 7° Giorno

Il matrimonio celebrato secondo il rito previsto dall’Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, non presenta differenze particolari rispetto al matrimonio valdese e, pertanto sono valide le considerazioni prima espresse.

L’unica differenza di rilievo riguarda il Ministro di culto celebrante che deve essere cittadino italiano.

Assemblee di Dio in Italia

La procedura prevista è analoga a quella per l’Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, compresa la necessità che il celebrante sia cittadino italiano.

L’unica differenza riguarda la richiesta di pubblicazione, in occasione della quale i nubendi devono indicare anche il nome del Ministro di culto che celebrerà il matrimonio.

Comunità Ebraiche

Anche per il matrimonio celebrato secondo il rito ebraico il Ministro di culto dovrà avere la cittadinanza italiana: solamente che sarà lui stesso, e non l’ufficiale di stato civile che riceve la pubblicazione, a leggere agli sposi gli articoli del codice civile.

E’ prevista la possibilità di scelta della separazione dei beni e rendere le dichiarazioni previste dal codice civile per il riconoscimento dei figli naturali.

Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia

La lettura degli articoli del codice civile avviene al momento della pubblicazione a cura dell’ufficiale dello stato civile, al quale viene richiesta e il Ministro di culto celebrante deve essere cittadino italiano.

Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Non presenta differenze rispetto a quanto previsto per il matrimonio di cui al punto precedente.

Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale

Lettura articoli del codice civile è fatta da parte ufficiale dello stato civile.

Il ministor del culto celebrante deve essere in possesso della cittadinanza italiana, e aql momento della celebrazione possono essere ricevute dichiarazioni relative al regime patrimoniale e riconoscimento di figli.

Chiesa Apostolica in Italia

Si applicano le disposizioni descritte al punto precedente

Unione Induista Italiana

Si applicano disposizioni analoghe a quelle previste per il rito ortodosso.

Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

Gli articoli del codice civile sono letti dal celebrante, che può anche ricevere le dichiarazioni relative al regime patrimoniale e di riconoscimento dei figli.

Unione Induista Italiana

Gli articoli del c.c. vengono letti dall’Ufficiale dello Stato Civile

Testimoni di Geova

Tra lo Stato Italiano e i Testimoni di Geova non esite un'intesa, ma si tratta di un culto ammesso ai sensi della L. n. 1159/1929 e dal relativo decreto di attuazione r.d. n. 289/1939, essendo quindi possibile, come visto precedentemente, la trascrizione dei matrimoni celebrati con il relativo rito.

A chi si rivolge

A coloro che intendono contrarre un matrimonio religioso con valore agli effetti civili

Chi può presentare

I diretti interessati

Accedere al servizio

Come si fa

La procedura è quella descritta per le pubblicazioni di matrimonio

Cosa si ottiene

Un nulla osta o un'autorizzazione per poter celebrare il rito religioso avente valore agli effetti civili, una volta trascritto il relativo atto nei reigistri di stato civile

Cosa serve

-

Costi e vincoli

Costi

Nessuno

Tempi e scadenze

Una volta celebrato il matrimonio religioso, il relatvio atto per la trascirizone nei registri di stato civile, deve essere trasmesso dal ministro di culto che ha celebrato il rito, entro 5 giorni dalla celebrazione.

L'atto trasmesso, una volta ricevuto dall'ufficiale di stato civile, deve essere trascritto nei relativi registri entro 24 ore.

Casi particolari

Il matrimonio religioso che non è stato preceduto dalle pubblicazioni di matrimonio

Il matrimonio solamente religioso cattolico, al quale cioè gli sposi non avevano intenzione di conferire effetti civili e che, pertanto, non dovrebbe riportare lettura degli art.li 143, 144 e 147 del codice civile, anche questo può essere trascritto e produrre gli effetti civili se viene applicata tutta la procedura prevista dall’art.13 della Legge concordataria.

A questo scopo l'ufficiale dello stato civile, oltre a richiedere i documenti' occorrenti e a fare le indagini che riterrà opportune, dovrà verificare l'inesistenza delle seguenti situazioni:

  • che anche una sola delle persone unite in matrimonio non risulti legata da altro matrimonio valido agli effetti civili, in qualunque forma celebrato;
  • che le persone unite in matrimonio non risultino già legate tra loro da matrimonio valido agli effetti' civili, in qualunque forma celebrato;
  • che il matrimonio non sia stato contratto da un interdetto per infermità di mente.

Dovrà inoltre affiggere all'Albo pretorio comunale avviso della celebrazione del matrimonio da trascrivere, con l'indicazione delle generalità degli sposi, della data, del luogo di celebrazione e del Ministro del culto avanti al quale la celebrazione è avvenuta.

L'avviso resterà affisso per 10 giorni consecutivi, durante i quali possono opporsi' alla trascrizione del matrimonio, per una delle cause indicate nel precedente, coloro che, a norma del codice civile, avrebbero potuto fare opposizione al matrimonio. L'opposizione sospende la trascrizione.

Contatti

Trasparenza

Silenzio assenso/Dichiarazione dell'interessato sostitutiva del provvedimento finale
No

Ulteriori informazioni

Modalità di avvio del procedimento

  • A domanda degli interessati

Decorrenza termine del procedimento

  • Dalla presentazione della domanda

Fine termine del procedimento

  • 3 gg. dal termine delle pubblicaizoni all'Albo Pretorio del Comune

Provvedimento del procedimento

  • Nulla osta o autorizzazione alla celebraqzione del matrimonio religioso

Documenti da allegare alla domanda

  • Se la domanda non viene sottoscritta davanti al funzionario incaricato di ricevere la documentazione, deve essere allegato un documento d'identità personale.
  • Il personale dell'Ufficio Protocollo non è da considerarsi funzionario incaricato a ricevere la documentazione.
  • L’allegazione di un valido documento d’identità, difatti, non rappresenta un mero formalismo, ma piuttosto un onere fondamentale del sottoscrittore, configurandosi come l’elemento diretto a comprovare, non tanto le generalità del dichiarante, ma ancor prima l’imprescindibile nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica.
  • Da ciò ne consegue che l’omessa allegazione del documento in questione, non integra una mera irregolarità suscettibile di correzione per errore materiale, ma un elemento che rende irricevibile la domanda.

Responsabile del procedimento

Dirigente

Strumenti di tutela da parte del cittadino

Titolare del potere sostitutivo

  • Dirigente del Servizio

Normativa di riferimento per il matrimonio concordatario

  • Legge n. 847/1929
  • decreto di attuazione r.d. n. 289/1939
  • art. 8 della legge 25 marzo 1985, n. 121
  • art. 4 del Protocollo addizionale che costituisce parte integrante dell'accordo (legge 121/1985)

I culti acattolici per i quali esiste un'intesa con lo Stato Italiano sono i seguenti:

  • Tavola Valdese, previsto dalla Legge 11 Agosto 1984 n.449;
  • Chiese Scristiane Avventiste, previsto dalla Legge 22 novembre 1988 n. 516;
  • Assemblee di Dio in Italia, previsto dalla Legge 22 novembre 1988 n.517;
  • Comunità Ebraiche, previsto dall'Art.14 Legge 8 Marzo 1989 n.101;
  • Unione Cristiana Evangelica Battista, previsto dall'Art.14 Legge 8 Marzo 1989 n.101;
  • Chiesa Evangelica Luterana', previsto dall'Art. 13 Legge 29 Novembre 1995, n. 520;
  • Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e Esarcato per l'Europa Meridionale, previsto con la Legge 30 luglio 2012, n. 126;
  • Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, previsto dalla Legge 30 luglio 2012, n. 127;
  • Chiesa Apostolica in Italia, previsto dalla Legge 30 luglio 2012, n. 128;
  • Unione Induista Italiana, previsto dalla Legge 31 dicembre 2012, n. 246.


  • Circolare del Ministero dell'Interno n. 6 del 16 febbraio 2007

Ultimo aggiornamento

08-04-2021 19:04